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In Puglia e Basilicata

«Tributi italia» ha debiti  per 90 milioni  Bufera anche in Puglia

«Tributi italia» ha debiti  per 90 milioni  Bufera anche in Puglia
BARI -Nelle sue casse ha hanno, euro più euro meno, qualcosa come 90 milioni di euro che non riesce più a restituire ai legittimi «proprietari». Dissesto? Problemi finanziari? O qualcos’altro? Chiamatevolo come volete, sta di fatto che questo crac rischia di travolgere i già disastrati bilanci municipali. L’allarme lo ha lanciato alcuni giorni fa la Commissione Finanze della Camera: ha denunciato - fonte Ministero dell’Economia - che «Tributi Italia», un concessionario per la riscossione dai mille volti a causa di riptetute «fusioni» societarie, incorporazioni o acquisizioni, ha debiti con 135 comuni italiani.

06 Dicembre 2009

di Nicola Pepe

BARI -Nelle sue casse ha hanno, euro più euro meno, qualcosa come 90 milioni di euro che non riesce più a restituire ai legittimi «proprietari». Dissesto? Problemi finanziari? O qualcos’altro? Chiamatevolo come volete, sta di fatto che questo crac rischia di travolgere i già disastrati bilanci municipali. L’allarme lo ha lanciato alcuni giorni fa la Commissione Finanze della Camera: ha denunciato - fonte Ministero dell’Economia - che «Tributi Italia», un concessionario per la riscossione dai mille volti a causa di riptetute «fusioni» societarie, incorporazioni o acquisizioni, ha debiti con 135 comuni italiani. Una situazione da allarme rosso che in questi ultimi giorni rischia di mettere a rischio i bilanci di diversi enti locali, anche in Puglia.

Su «Tributi Italia» - ora sospesa dall’albo dei concessionari - si sono accesi i riflettori della magistratura di diverse regioni italiane. Con un azionariato che fa riferimento a due società (la genovese «San Giorgio srl» e la barese «Ipe srl») riconducibili a Patrizia Saggese, una 40enne di Taranto residente in Liguria, l’azienda ha ereditato i vari contratti stipulati a suo tempo dalla «Gestor» subentrando nella riscossione di tributi locali (Tarsi, Ici, Tosap). La società, barese, è stata acquisita da «Tributi Italia» nel marzo dell’anno scorso. Ma prima di chiamarsi «Tributi Italia», la società era «San Giorgio Italia spa» (sede a Manduria) e prima ancora «Publiconsult». Tutte aziende con vita difficile: girando e rigirando, si scopre che dietro questa società c’è una sorta di meccanismo di scatole cinesi che riconducono sempre alle stesse persone, alcune delle quali finite sotto inchiesta.

La stessa Saggese (nella sua qualità di socio unico della «San Giorgio») è stata destinataria di un provvedimento di sequestro dei beni poi revocato dal tribunale di Roma a settembre scorso. Se ne parla in Campania, nel Lazio, in Emilia Romagna e anche in Puglia, ma la società - a quanto pare - è alle prese con serie difficoltà finanziarie che non le consentono di onorare i debiti della ex Gestor.

E’ di pochi giorni fa la decisione della giunta comunale di Bari di affidare a un legale la redazione di un parere per verificare la percorribilità di presentare una denuncia alla procura. Il motivo è semplice: da mesi il Comune di Bari tenta di ottenere i «suoi» soldi, poco più di 2 milioni e mezzo di euro (compresi interessi) relativi alla Tosap dei tre trimestri del 2008 e del primo del 2009. Soldi di cui non c’è traccia anche perchè la proposta transattiva è stata ritenuta irricevibile dall’amministrazione.

Ma i problemi non sono finiti. La commissione sul federalismo fiscale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia ha sospeso dall’albo dei concessionari «Tributi Italia» con espresso di divieto di incassare soldi per conto di enti pubblici. Una situazione che provocherà non pochi disagi anche in Puglia dove, al di là del deficit finanziario, il problema riguarderà la gestione dell’informazione a decine di migliaia di utenti: come versare, a chi versare, come regolarsi per le aprtite sospese ma soprattutto come ottenere l’elenco degli evasori. A sollevare il «caso», a luglio scorso, era stato il deputato del Pd, Ludovico Vico, con un’interrogazione al Ministero dell’Economia con la quale segnalava la situazione del comune di Ferrandina. Tutto il resto è cronaca.

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