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In Puglia e Basilicata

Afghanistan, partono i pugliesi La Pinerolo forse anche in Libano

Afghanistan, partono i pugliesi La Pinerolo forse anche in Libano
Due teatri operativi - soprattutto il primo - impegnativi, per i quali i reparti della Brigata, oggi schierata in Kosovo nei Balcani e la cui presenza sarà ridotta, si stanno addestrando meticolosamente. Anche perchè la «Pinerolo» rientra nel progetto «Soldato futuro», che prevede l’impiego di nuovi equipaggiamenti, moderni, sofisticati, tecnologicamente avanzati. A cominciare dal «Freccia», il primo mezzo blindato completamente digitalizzato

04 Dicembre 2009

di Gaetano Campione

BARI - La Brigata «Pinerolo», la grande unità dell’Esercito made in Puglia, partirà per l’Afghanistan e, molto probabilmente, anche per il Libano.

Due teatri operativi - soprattutto il primo - impegnativi, per i quali i reparti della Brigata, oggi schierata in Kosovo nei Balcani e la cui presenza sarà ridotta , si stanno addestrando meticolosamente. Anche perchè la «Pinerolo» rientra nel progetto «Soldato futuro», che prevede l’impiego di nuovi equipaggiamenti, moderni, sofisticati, tecnologicamente avanzati. A cominciare dal «Freccia», il primo mezzo blindato completamente digitalizzato destinato ad affiancare i «Lince» nei teatri operativi. Gli esperti lo considerano una delle risposte migliori contro le imboscate dei talebani e le esplosioni dei micidiali ordigni improvvisati.

A metà mese in Sardegna, a capo Teulada, è in programma una importante esercitazione a fuoco. Un banco di prova per saggiare quanto fino ad oggi è stato assimilato nell’addestramento: prima di una missione sono richiesti mesi di preparazione e di amalgama.. Ma anche l’eventuale lasciapassare per il teatro operativo più complesso, quello afghano. A partire, entro la fine del 2010 (si parla insistentemente di settembre) sarà una compagnia rinforzata dell’82° reggimento fanteria «Torino» di stanza a Barletta. Poco meno di 200 uomini dislocati nella Regione Ovest, nei pressi di Herat. Sotto il profilo della sicurezza, il rischieramento nel periodo invernale riduce il rischio di agguati e imboscate da parte dei talebani.

Se la Lega voleva «tutti a casa» soldati entro Natale, dovrà rivedere la sua posizione. Di feste natalizie al fronte afghano per i nostri soldati ce ne saranno almeno altri due: la data ottimistica per fine missione è il 2011. Ma forse si arriverà al 2013, come ha confermato il ministro Frattini.

Discorso diverso per il Libano. Anche lì, come nei Balcani, il nostro contingente sarà ridotto (dagli attuali 2.400 rientrerebbero 200 uomini). E nel valzer delle rotazioni tra i reparti un’aliquota consistente della «Pinerolo» potrebbe partire già la prossima primavera, dando il cambio - a Sud del fiume Litani - alla Brigata aeromobile «Friuli», partita ad ottobre per il turno di missione di sei mesi.

A meno che lo scenario internazionale, in continua evoluzione, non richieda una modifica dei programmi.

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