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In Puglia e Basilicata

Lecce, caso Iskenia prosciolta Poli Bortone

Lecce, caso Iskenia prosciolta Poli Bortone
LECCE - «Il fatto non sussiste». Con questa formula il gup Annalisa De Benedictis ha messo la parola fine ad una vicenda giudiziaria in cui era coinvolta la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di «Io Sud». La Procura di Lecce aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco per i reati di tentato abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio
• E la Poli si commuove: «Tutto e sempre lineare»

03 Dicembre 2009

LECCE - «Il fatto non sussiste». Con questa formula il gup Annalisa De Benedictis ha messo la parola fine ad una vicenda giudiziaria in cui era coinvolta la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di «Io Sud». La Procura di Lecce aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco per i reati di tentato abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio.

 La vicenda è relativa all’acquisto di terreni agricoli da parte di una società lussemburghese per un milione e 187mila euro. Nella bozza del Documento programmatico preliminare al Piano urbanistico generale, definita nel 2004 quando Adriana Poli Bortone era sindaco di Lecce, era stata introdotta una variazione della destinazione d’uso dei suoli: non più agricoli, ma con possibilità di realizzare opere di nuova urbanizzazione ricettiva e residenziale. Il sospetto che dietro all’operazione ci fosse una speculazione edilizia ha animato la campagna elettorale del 2007. E, alla fine, è giunto anche in Procura.

Dalle indagini è emerso che fra i soci di Iskenia compare anche il consuocero della senatrice, l’imprenditore del settore della torrefazione Giuseppe Gaetano Montefrancesco di Copertino. Inoltre si è accertato che la compravendita dei terreni era stata curata, come mediatore, dal marito della senatrice, l’avvocato Giorgio Bortone. Da qui le accuse di tentato abuso d’ufficio (perché non si sarebbe astenuta dal voto della previsione di modifica della destinazione d’uso) e di violazione del segreto d’ufficio (perché avrebbe messo al corrente i famigliari della nuova destinazione d’uso). Accuse che i legali della senatrice hanno smontato, dimostrando che non vi era alcun obbligo di astensione e che il documento programmatico non era coperto da alcun vincolo di segretezza visto che fu avviata una consultazione pubblica.

[g.lat.]

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