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In Puglia e Basilicata

Gasdotto, il sindaco di Brindisi polemico

Gasdotto, il sindaco di Brindisi polemico
«Non s’invita il sindaco all’osteria per mostrargli l’idea» ha spiegato Mennitti: «Ci sono le regole, si rispettino». «Che il Comune diBrindisi venga considerato alla stregua di un qualunque partner è una mentalità con la quale non ci ritroviamo». Il gasdotto di 520 km tra la Grecia e l’Italia ha una capacità di 20 miliardi di metri cubi: è un investimento di 1,5 miliardi di euro
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03 Dicembre 2009

BRINDISI - «Non si invita all’osteria il sindaco e si presenta un progetto. Probabilmente hanno altre usanze, ma qui in Municipio c‘è un ufficio, presso il quale possono venire, presentare i progetti... Ma che venga considerato il Comune alla stregua di un qualunque partner è una mentalità con la quale non ci ritroviamo: facciano quello che debbono fare, e noi faremo ciò che sentiremo il dovere di fare». È un fiume in piena il primo cittadino: l’on. Domenico Mennitti, interpellato sull’iniziativa del gasdotto transadriatico presentato nelle scorse ore non entra nel merito del discorso, perchè ricevuta la lettera di invito ha ritenuto opportuno non aderirvi. 

«Insieme a tutti gli altri invitati, anche il Comune », riprende. «Come se il ristorante fosse un luogo istituzionale», spiega. «C’è una regolamentazione - aggiunge -: le sedi sono quelle nelle quali simili argomenti si affrontano, con il rispetto totale delle regole - conclude -, comprese quelle dei comportamenti adeguati, quando si tratta con le istituzioni». Insomma, sembra nascere sotto stella non favorevole l’idea del gasdotto di 520 km tra la Grecia e l’Italia (attraverso l’Albania e il mare Adriatico), della capacità massima di 20 miliardi di metri cubi. 
Si tratta - hanno spiegato - di «un investimento di circa 1,5 miliardi di euro che consenta l’apertura effettiva di un “corridoio meridionale del gas” tra i giacimenti del Mar Caspio e del Medio Oriente e i mercati europei» ed è «il progetto Tap (Trans Adriatic Pipeline)», illustrato nelle scorse ore in città dal dott. Kai Schmidt Soltau, direttore per le problematiche ambientali e di responsabilità sociale di Tap, dall’ing. Paolo Pasteris , direttore della sede Tap per l’Italia, dal dott. Fernando de Nig ris, responsabile per le relazioni internazionali e dall’ing. Gerd Moser, responsabile per la progettazione. 

E nelle scorse ore, dunque, è stato spiegato che Tap, «una joint venture tra la svizzera Egl, attiva nel settore della produzione di energia elettrica anche con centrali in Italia, e la norvegese Statoil Hydro, uno dei giganti mondiali del settore della estrazione di idrocarburi, ha condotto negli ultimi mesi un’intensa attività di presentazione del progetto e di verifica del tracciato in Italia». 
Si tratta di «circa 16 km, tutti nel comune di Brindisi, dalla costa a nord della città fino alla stazione Snam situata tra Brindisi e Mesagne, che è il punto più meridionale della rete italiana ad alta pressione» e questa attività di presentazione è stata effettuata sulla base di «più di sessanta incontri con le istituzioni politiche e amministrative, le agenzie tecniche (Aqp, Rfi, Terna, Anas, ecc) associazioni economiche, sindacati e organizzazioni non governative, comprese le associazioni ambientaliste. 

Il progetto - dice una nota -, ha ricevuto nel complesso una buona accoglienza, sia per la scelta metodologica di sottoporlo a valutazione prima ancora di avviare l’iter autorizzativo formale, sia per il basso impatto ambientale dell’opera». Ed è stato ancora spiegato come «l’ipotesi di tracciato attualmente preso in considerazione, si sviluppa in una zona lontana da insediamenti abitativi o da altri impianti industriali, e anche nel suo sviluppo sottomarino - è stato aggiunto -, non ha particolari interferenze ambientali», tanto è vero che «la vasta prateria sottomarina di posidonia ha condotto a scartare un primo tracciato con atterraggio a Lendinuso». 

«Una volta definito il progetto e ottenute le autorizzazioni di legge - è stato spiegato -, la fase di costruzione durera circa sei-nove mesi: in sostanza - è stato illustrato in dettaglio - si tratterà di posare un lungo tubo di 1.40 metri di diametro con una tecnica che prevede poi il ripristino delle aree nella condizione precedente. Lungo il percorso del gasdotto potranno poi riprendere tutte le attività agricole precedenti, restando come unica limitazione prevista dalla normativa vigente il divieto di costruire (a protezione del tubo) in una fascia di 30 metri sui due lati del gasdotto». La nota conclude che nella serata di mercoledì lo staff di Tap avrebbe «presentato il progetto ai residenti dell’area che potrebbe essere attraversata dal gasdotto in una riunione in un ristorante situato nella zona di Restinco». 
Vista la reazione del sindaco, però, forse la riunione al ristorante non dev’es - sere stata fruttuosa, come pure si sperava. (A. Scon.)
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