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In Puglia e Basilicata

Beffa a Melfi, niente casa per un premio di 200 euro

Beffa a Melfi, niente casa per un premio di 200 euro
di MASSIMO BRANCATI
Illuso e beffato. O, se preferite, cornuto e mazziato. Per soli 200 euro supera il reddito e perde la possibilità di avere una casa popolare. Destino crudele che dà e toglie: i requisiti della graduatoria di assegnazione degli alloggi fanno riferimento alla situazione economica del 2007, l’unico anno, dal 2006 ad oggi, in cui ha lavorato per tutti i dodici mesi. Un anno «florido» grazie anche all’incasso di un arretrato di circa 2.700 euro

02 Dicembre 2009

di Massimo Brancati

MELFI - Illuso e beffato. O, se preferite, cornuto e mazziato. Per soli 200 euro supera il reddito e perde la possibilità di avere una casa popolare. Destino crudele che dà e toglie: i requisiti della graduatoria di assegnazione degli alloggi fanno riferimento alla situazione economica del 2007, l’unico anno, dal 2006 ad oggi, in cui ha lavorato per tutti i dodici mesi. Un anno «florido» grazie anche all’incasso di un arretrato di circa 2.700 euro. Ma per quel riconoscimento oggi Michele Lagatta, dipendente di un’azienda dell’indotto Fiat di San Nicola di Melfi, viene tagliato fuori dall’elenco degli assegnatari pur vivendo in una situazione al limite della povertà.

È in cassa integrazione dall’inizio del 2009 (com’era già stato nel 2006 e nel 2008), otto figli sul «groppone», uno dei quali affetto da una grave disabilità. E siccome al peggio non c’è mai fine, si è visto recapitare anche l’avviso di sfratto esecutivo.

Lagatta è un pozzo di san Patrizio di congiunture astrali «tafazziane»: gli alloggi dovevano essere consegnati nel 2001, quando il lavoratore, nonostante due figli in meno a carico, si era classificato al 48esimo posto nella graduatoria, in una posizione utile per rientrare tra gli assegnatari (complessivamente erano 50). Gli immancabili intoppi burocratici e i ritardi nella costruzione degli appartamenti hanno annullato quell’elenco e fatto slittare i tempi, spostando il calendario delle «scartoffie» da presentare proprio al 2007, quando il lavoro andava meglio (un’eccezione) e gli arretrati rimpinguavano il bilancio familiare. Lagatta non poteva immaginare che quella boccata d’ossigeno per le sue tasche si sarebbe rivelata, due anni dopo, un boomerang. Che si è preso indietro, con gli interessi, ciò che gli era stato dato. Bastava che la burocrazia calibrasse il sistema di assegnazione su un altro anno e la casa sarebbe stata sua. Ma, si sa, la fortuna è cieca, mentre la sfortuna ci vede benissimo. E, diceva il filosofo Seneca, conosce il tempo come nessun altro.

Massimo Brancati
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