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In Puglia e Basilicata

Scacco alla piovra Da giovedì il gip inizia interrogatori

Scacco alla piovra Da giovedì il gip inizia interrogatori
BARI - Il giudice per le indagini preliminari di Bari, Giulia Romanazzi, ha fissato per domani l’inizio degli interrogatori delle 83 persone arrestate ieri nel corso dell’operazione Domino, che ha stroncato il clan Parisi di Bari, per associazione a delinquere di stampo mafioso contestata agli indagati a vario titolo e finalizzata alla commissione di vari reati tra cui la droga e il riciclaggio di denaro.
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02 Dicembre 2009

BARI - Il giudice per le indagini preliminari di Bari, Giulia Romanazzi, ha fissato per domani l’inizio degli interrogatori delle 83 persone arrestate ieri nel corso dell’operazione Domino, che ha stroncato il clan Parisi di Bari, per associazione a delinquere di stampo mafioso contestata agli indagati a vario titolo e finalizzata alla commissione di vari reati tra cui la droga e il riciclaggio di denaro.

Il Gip Romanazzi, che ha studiato per circa 6 mesi l'ampia mole di documentazione fornita dalla Procura con la richiesta dei provvedimenti, inizierà dagli interrogatori degli arrestati che si dovranno concludere sabato, entro 5 giorni, secondo i termini di legge. Contestualmente avvierà gli interrogatori degli indagati, tra i quali i due avvocati Gianni Di Cagno, ex membro laico del Csm e di Onofrio Sisto, ex vicepresidente della Provincia di Bari, interdetti dall’esercizio della professione per due mesi per concorso in reimpiego di denaro di provenienza illecita. Intanto, sono ancora in corso i sequestri disposti dal Gip Romanazzi su richiesta del Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Elisabetta Pugliese.


Dopo circa semi mesi di lavoro, data la cospicua mole di atti e di richieste inviate all’ufficio Gip del tribunale di Bari per l’inchiesta che ha portato a decapitare il clan Parisi, il giudice per le indagini preliminari di Bari, Giulia Romanazzi, ha emesso 78 misure come da richieste del sostituto procuratore della Dda di Bari, Elisabetta Pugliese, non ha accolto 10 richieste di ordine di custodia cautelare in carcere, tramutandole in arresti domiciliari.

 Il Gip ha, quindi, rigettato 15 altre richieste della Procura di Bari tra carcere e domiciliari e non ha accolto la richiesta interdittiva, in particolare, chiesta per l'avvocato civilista Giacomo Porcelli, indagato per concorso in reimpiego di denaro di illecita provenienza. Le richieste effettuate al Gip sono state depositate dalla Procura distrettuale antimafia nel marzo 2009 e sarebbero state integrate a luglio 2009 in particolare, pare, in relazione ai cosiddetti «colletti bianchi», anche grazie all’intercettazione ambientale del 3 maggio scorso. In quella data il boss Savino Parisi con Vito Valenzano, ritenuto luogotenente privilegiato, e Nicola Settanni si sarebbe recato in ospedale da Michele Labellarte, deceduto a settembre e considerato il riciclatore dei soldi del clan.




di CARLO STRAGAPE
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