Martedì 09 Agosto 2022 | 23:05

In Puglia e Basilicata

Poste a Brindisi Ma che disservizi!

Poste a Brindisi Ma che disservizi!
di PIERLUIGI POTÌ 
Utenti inviperiti per le lunghe code ed attese per sbrigare pagamenti e spedizioni. Il resoconto di una giornata davvero da dimenticare per l’ufficio postale di piazza della Vittoria. La gente si lamenta soprattutto del fatto che il 30 (giorno notoriamente di scadenze) metà degli sportelli disponibili restino vuoti ed inattivi

01 Dicembre 2009

di PIERLUIGI POTÌ 
BRINDISI - «Mi piacerebbe tanto che il ministro Brunetta venisse, ovviamente di... soppiatto, a verificare con quale ritmo ed intensità alcuni degli impiegati dell’ufficio postale di piazza Vittoria si dedicano allo svolgimento dei propri compiti: sono convinto che troverebbe più di qualcosa di strano». 
Il commento - con evidente vena polemico-ironica - è di un utente appena uscito dall’edificio della sede centrale, dopo “appena” u n’ora e 45 minuti di attesa, trascorsi ad aspettare il proprio turno per pagare un bollettino: «Francamente - dice appena messo il naso fuori dall’uscio - ritengo inconcepibile (quasi una presa in giro) che, di lunedì mattina, peraltro, ultimo giorno del mese (pieno zeppo, quindi, di scadenze varie), l’utenza debba ritrovarsi al cospetto di buona parte degli sportelli inattivi. Su dieci (o dodici, non ricordo con esattezza) postazioni disponibili, almeno la metà erano desolatamente vuote, a discapito della folta schiera di cittadini in trepidante attesa di un proprio turno che... non arrivava mai». 

Inutili, al riguardo, si sono rivelate le molteplici proteste e richieste di potenziamento del servizio: «Più di qualcuno, in effetti - spiega il malcapitato utente - ha fatto presente il disagio, sostenendo l’assurdità di un simile disservizio. Ovviamente, sono state tutte parole... buttate al vento, senza che nessuno (neppure il responsabile di filiale) si prendesse la briga di scusarsi, giustificarsi o quant’altro, ma anzi invitando la folla presente... ad avere pazienza. Come se ciascuno di noi non avesse null’altro da fare piuttosto che trascorrere qualche ora... in loro compagnia». 

Un altro utente coglie la palla al balzo, mettendo in evidenza un ulteriore situazione di disagio: «Per i correntisti postali - spiega - esiste una corsia preferenziale (indicata con la lettera “h”), valida per ciascun tipo di operazione. Naturalmente, esiste un solo sportello per i beneficiari, con la conseguenza che è sufficiente essere preceduti da un utente che richieda un’operazione un po’ più complessa per essere bloccati per un’infinità di minuti». «Ciò è quanto mi è capitato stamattina (ieri per chi legge, ndr) - aggiunge -: con il mio turno ormai prossimo, ho dovuto attendere 40-45 minuti prima di poter usufruire del servizio. Inutili si sono rivelate, al riguardo, le mie sollecitazioni ad affiancare un altro sportello preferenziale all’unico disponibile: anzi, per tutta risposta, l’impiegato di turno, non solo mi ha risposto in malo modo, ma ha avuto pure il coraggio di... mentire sostenendo, a torto, che la collega di fianco stesse servendo i correntisti. Roba davvero da denuncia». 

Il paradosso dei... paradossi, tuttavia, è capitato ad una giovane utente: «Mi sono recata alla sede centrale di piazza Vittoria - racconta, visibilmente infuriata - per effettuare un pagamento con il postamat di mia sorella. Dopo aver atteso (ovviamente... non poco) il mio turno, ho esposto all’impiegato quanto era mia intenzione fare, ma quando ha visto che la tessera non apparteneva a me, bensì a mia sorella, mi ha... rispedito al mittente, affermando che il postamat è personale e che io non avevo alcuna delega per eseguire l’operazione per suo conto». «Inutile dire che ho protestato, anche con una certa veemenza, sostenendo che altre volte, in passato, mi era capitato di utilizzare il postamat di mia sorella. Convinta di avere ragione, sono andata all’ufficio del rione Perrino e, guarda caso, l’operazione è andata a buon fine senza che l’operatore in servizio mi facesse presente alcunchè. Delle due l’una: o le procedure fra le due sedi sono diverse (cosa del tutto improbabile, visto che sempre di uffici postali si tratta), o uno dei due impiegati è... incompetente. In quest’ultimo caso, il più probabile dei due, ad aver sbagliato (facendomi perdere tempo inutilmente) è stato evidentemente l’operatore della sede centrale». 

Questo, insomma, il resoconto di una giornata davvero da dimenticare per l’ufficio postale di piazza della Vittoria. L’auspicio è che serva da lezione, creando in futuro le premesse affinchè in giorni di presumibile ressa si creino le condizioni per un servizio all’utenza che sia il più efficiente e puntuale possibile.
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