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In Puglia e Basilicata

Francavilla organizza  le ronde. Circolano già le «divise»

Francavilla organizza  le ronde. Circolano già le «divise»
Le ronde, o come le chiama il promotore “volontari di sicurezza”, riapprodano in consiglio comunale dopo la fumata nera della settimana scorsa. Il consigliere in quota Pdl Benedetto Proto, autore della proposta “padana” per rendere più sicuro il centro città. Intanto comincia a circolare per il paese la “mise” dei rondisti: divisa ancora da definire e giubbetto giallo munito di strisce catarifrangenti e numero progressivo, una sorta di matricola per identificare il volontario di turno

29 Novembre 2009

FRANCAVILLA - Le ronde, o come le chiama il promotore “volontari di sicurezza”, riapprodano in consiglio comunale dopo la fumata nera della settimana scorsa, quando il punto all’ordine del giorno, uno degli ultimi previsti per la seduta, è stato rinviato su richiesta dell’opposizione. È stato ora collocato, sempre tra gli ultimi argomenti, nella scaletta delle pubbliche assise fissate per mercoledì 2 dicembre pomeriggio. Il consigliere in quota Pdl Benedetto Proto, autore della proposta “padana” per rendere più sicuro il centro città, sta però pensando di far ancora una volta slittare la discussione consiliare per poter meglio formulare l’iniziativa. 

Intanto comincia a circolare per il paese la “mise” dei rondisti: divisa ancora da definire e giubbetto giallo munito di strisce catarifrangenti e numero progressivo, una sorta di matricola per identificare il volontario di turno. A distribuire i foglietti, sensibilizzando la cittadinanza, è il commissario in pensione Fernando Pantaleo, presidente di una delle due associazioni di protezione civile attive sul territorio nonché presidente in pectore dei “volontari di pubblica sicurezza”. Il poliziotto era presente pure al consiglio comunale celebratosi una manciata di giorni addietro e, dopo lo slittamento delle ronde, abbandonò la sala consiliare un po’ abbattuto. Lungi dal darsi per vinto, nei giorni scorsi si è dato un gran daffare perorando, ancor più del diretto interessato, la causa del consigliere pidiellino Proto. Quest’ultimo non se ne sta certo con le mani in mano e se da una parte cerca di arricchire con nuove sottoscrizioni i fogli della sua petizione popolare (avrebbe toccato quota 2mila 500 firme), dall’altra studia come riformulare la proposta da presentare alle assise, certo come prima e più di prima che potenziare la sicurezza nella Città degli Imperiali rappresenti una necessità impellente. 

Nei giorni scorsi pure il presidente del consiglio Pietro Iurlaro, dopo la dichiarazione di voto favorevole da parte del capogruppo Pdl Gino Vitali, ha sposato la linea-Proto dichiarandosi disponibile a sostenere la “battaglia” del collega di partito. Una battaglia cominciata quasi per caso, appena dopo l’entrata in vigore del decreto legge ribattezzato “pacchetto sicurezza”, quando Proto si è imbattuto in scene nelle quali avrebbe mai pensato e voluto imbattersi: “Ero a prendere mia figlia da scuola quando mi sono accorto di movimenti sospetti: gente che cedeva stupefacenti ai ragazzini, avviandoli prima al consumo di droghe , poi chissà. Insomma, cose davvero sgradevoli. In pieno giorno, in un posto inimmaginabile, in mezzo a tanta gente. I volontari dovrebbero occuparsi di questo, di notare queste anomalie e di segnalarle alle forze dell’ordine così agevolandole, non intralciandole, nell’adempimento dei loro compiti istituzionali”.
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