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In Puglia e Basilicata

A Potenza il vescovo con la scorta: giallo

A Potenza il vescovo con la scorta: giallo
POTENZA - Scorta della Digos all’arcivescovo di Potenza e vicepresidente della Cei Monsignor Agostino Superbo. Oggi, in occasioni delle celebrazioni dell’ottavo centenario della presenza dei Frati Minori Francescani a Potenza, che si celebrerà nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro con una celebrazione trasmessa in diretta da Rai Uno, il presule sarà scortato dagli uomini della Questura.
• Un legame con il caso del giornalista Rega?

29 Novembre 2009

di Giovanni Rivelli

POTENZA - Scorta della Digos all’arcivescovo di Potenza e vicepresidente della Cei Monsignor Agostino Superbo. Oggi, in occasioni delle celebrazioni dell’ottavo centenario della presenza dei Frati Minori Francescani a Potenza, che si celebrerà nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro con una celebrazione trasmessa in diretta da Rai Uno, il presule sarà scortato dagli uomini della Questura.

Una misura che non si è mai verificata prima, a Potenza, e che sarà oltremodo stretta. L’arcivescovo sarà prelevato presso la sede episcopale da un’auto della digos, sarà accompagnato nella chiesa, lì sarà seguito passo passo da alcuni agenti in borghese, che occuperanno alcune delle posizioni delle prime file per essere pronti a intervenire, e, addirittura, sarà scortato da due uomini in borghese anche lungo la mini processione che ci sarà nel corso della cerimonia, quando il presule uscirà dal convento al seguito del crocifisso per recarsi all’interno della chiesa.

La decisione, giunta ieri facendo modificare alcune delle previsioni al regista della trasmissione tv, viene motivata con non meglio precisati «motivi precauzionali», ma mai il presule è stato sottoposto a misure simili, neanche quando, in passato fu fatto oggetto di minacce.

E la «scorta» coincide con un’altra circostanza. Venerdì ci sarebbero state delle visite sospette in un convento di suore della città, quello del «Sacro Cuore» di viale Marconi. Alcune persone si sarebbero presentate alle religiose dicendo di essere degli «ex allievi» sarebbero entrati e avrebbero scattato delle foto tanto nella struttura che fuori. Ma alla richiesta di spiegare meglio chi fossero, cosa facessero o cosa ricordassero, i visitatori sono stati oltremodo vaghi mostrandosi alquanto frettolosi di allontanarsi. Una circostanza che le religiose hanno poi segnalato in questura.

Fatto sta che ieri il questore Romolo Panico ha telefonato a mons Superbo. «Mi ha detto che era loro intenzione accompagnarmi e seguirmi, se avessi qualcosa in contrario» racconta lo stesso arcivescovo «ma francamente non posso dire di avere motivi di allarme anche se è la prima volta che mi capita qualche cosa del genere qui, in precedenza era successo qualche volta a Sessa Aurunca», una sede vescovile che mons. Superbo ha lasciato nel 1994 e che è in una zona «calda» del Casertano, controllata dal feroce clan dei Casalesi contro cui fece forti prese di posizione. In Basilicata, poi, nulla di questo. Fino ad oggi.

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