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In Puglia e Basilicata

Mesagne, ecco i carciofi simbolo dell'anti mafia

Mesagne, ecco i carciofi simbolo dell'anti mafia
di GIUSEPPE FLORIO
Dallo scorso lunedì fino ad oggi gli alunni della scuola elementare Giovanni XXIII sono stati impegnati nella piantumazione dei carciofi sulle terre confiscate alla Sacra corona unita in contrada Canali a Mesagne. L'occasione rientra in un avviato piano di collaborazione fra l’associazione Libera di don Luigi Ciotti ed il Comune per l’attivazione di percorsi di educazione alla legalità e cittadinanza democratica nelle scuole mesagnesi. La parola “carciofo” in dialetto siciliano si traduce con “cosca”

27 Novembre 2009

di GIUSEPPE FLORIO

MESAGNE - Un’altra edificante iniziativa dell’associazione contro le mafie Libera. Dallo scorso lunedì fino ad oggi, dalle ore 9.30 alle 11.00, gli alunni della scuola elementare Giovanni XXIII sono stati impegnati nella piantumazione dei carciofi sulle terre confiscate alla Sacra corona unita in contrada Canali (km 6 strada per San Vito) a Mesagne. La laboriosa occasione rientra in un avviato piano di collaborazione fra l’associazione Libera di don Luigi Ciotti ed il Comune per l’attivazione di percorsi di educazione alla legalità e cittadinanza democratica nelle scuole mesagnesi. 

Libera, nata nel 1995 come pungolo alla società civile nella ribellione contro le mafie di ogni natura, oggi rappresenta l’imponente realtà di 1500 associazioni raccordate tra loro, impegnate quotidianamente «per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità». Mesagne, con l’amministrazione guidata da Mario Sconosciuto, innescò una fortunata collaborazione con Libera, aderendo tra le prime città della regione Puglia alla legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Fortunatamente quel rapporto non si è mai interrotto, fino ad oggi. Gli incontri con gli alunni della scuola elementare Giovanni XXIII ruotano intorno al rispetto delle regole e dell’ambiente, cogliendo spunto dalla «metafora del carciofo », sia ortaggio tipico del nostro territorio, coltivato in biologico dalla coop Libera Terra che riutilizza le terre confiscate, sia ortaggio dal particolare valore simbolico. 

La parola “carciofo”, infatti, in dialetto siciliano si traduce con “cosca”: allora la simbologia si spiega e rafforza l’occasione data ai giovanissimi mesagnesi. Il carciofo è una perfetta «macchina da guerra» naturale che, racchiusa su se stessa ed armata di spine, protegge il proprio cuore dalle aggressioni esterne. Le mafie - intese anche in senso lato - sono forti, perchè sono fatte da «cosche». Ma le mafie sono forti anche perchè il cosiddetto “modello carciofo” ha convinto molti: fare cosca è diventato da tempo il modo violento, disperato, escludente di intendere la società, di interpretare la politica, di allestire l’occupazione delle istituzioni democratiche. Al grido di “si salvi chi può” l'Italia sta diventando una spaventosa piantagione di carciofi. A questo modo chiuso, diffidente ed individualista di intendere la vita nella comunità, partendo dal riutilizzo delle terre sottratte alla criminalità organizzata come gesto simbolico e concreto di riconquista della libertà e di vittoria dello Stato, Libera ha proposto con il concorso delle Istituzioni illuminate, un altro modo di stare insieme.
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