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Taranto, il Comune spende per i fitti quasi 2 milioni di euro

Taranto, il Comune spende per i fitti quasi 2 milioni di euro
Una «zavorra» per il Comune di Taranto. L’ennesima. Eredità dal passato, naturalmente. Uno dei tanti fardelli che aggravano il bilancio comunale è quello relativo ai fitti degli uffici comunali. Ecco, per questa voce, l’Amministrazione comunale ionica spende ogni anno 1 milione 578mila euro. Una bella cifra, certo, che sale ad 1 milione 800mila euro se si considerano i fitti che il Comune sopporta per pagare le aree mercatali e alcuni alloggi destinati ai Servizi sociali. Il Comune sta cercando soluzioni alternative. Tra queste: trasferimento parziale a Palazzo De Bellis in Città vecchia.

26 Novembre 2009

di FABIO VENERE

TARANTO - Una «zavorra» per il Comune di Taranto. L’ennesima. Eredità dal passato, naturalmente. Uno dei tanti fardelli che aggravano il bilancio comunale è quello relativo ai fitti degli uffici comunali. Ecco, per questa voce, l’Amministrazione comunale ionica spende ogni anno 1 milione 578mila euro. Una bella cifra, certo, che sale ad 1 milione 800mila euro se si considerano i fitti che il Comune sopporta per pagare le aree mercatali (Talsano) ed alcuni alloggi assegnati ai Servizi sociali.

E la riduzione di quest’ingente risorsa finanziaria costituisce un punto fermo per il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, che in questo suo obiettivo sta trovando stretta collaborazione con l’assessore al Bilancio, Dante Capriulo. E, in effetti, come è ormai noto, l’assessore ha predisposto un piano tagliaspese in cui è compresa anche la necessità di sforbiciare questi costi.

Ma ancor prima di verificare le possibili soluzioni cui sta lavorando il Comune per razionalizzare i costi, ecco di seguito l’elenco relativo ad i fitti passi 2009 per gli immobili adibiti ad uffici comunali: per gli uffici comunali di via Plinio n. 16 (proprietario Campania srl), il Comune versa un canone mensile di 71mila 140 euro ed uno annuale di 853mila 686 euro (il contratto è scaduto a luglio). Per l’ufficio in cui insiste ora l’Agenzia del Lavoro (ex Collocamento) di via Carrieri, il Comune paga un canone mensile di 13mila 138 euro ed uno annuale di 157mila 658 (contratto del 2003). E’ da chiarire, in questo caso, perchè il Comune paghi il fitto nonostante per legge sia la Provincia ad avere competenza su quest’ufficio.

Ed ancora, il Comune paga 28mila euro al mese e 336mila euro all’anno per il fitto degli uffici della Procura circondariale di viale Magna Grecia di proprietà dell’Edilmeccanica (contratto rinnovato, i cui costi verranno rimborsati). Per l’ufficio ed il garage della Polizia municipale, invece, si versano all’Inpdap 102mila 927 euro all’anno e 8mila 577 al mese mentre il Comune paga 10mila 631 euro all’anno ai fratelli Polignano per il ditto degli uffici comunali - delegazione di Talsano - ubicati in corso Vittorio Emanuele. E sempre ai fratelli Polignano ma, questa volta, per gli uffici di Stato civile di Talsano di corso Vittorio Emanuele il Comune paga 1.549,20 euro all’anno (129,10 al mese). Ed infine, per pagare alla famiglia Santovito, il fitto degli uffici comunali di via Acclavio n. 65 l’Amministrazione comunale paga 103mila 938 euro all’anno e 8mila 661 euro al mese.

Sin qui, le cifre relative agli uffici comunali. Ma, come si accennava prima, il Comune a questi deve aggiungere i costi per i canoni di locazione delle aree mercatali, dei passaggi a livello e di altro.

Ed allora, come si può fare per ridurre queste spese? Di certo, tra questi, il contratto più oneroso è quello relativo agli uffici comunali di via Plinio n. 16. Si tratta di un complesso di nove piani, suddiviso in tre scale, in cui vengono ospitati la maggior parte degli uffici amministrativi del Comune. Tra questi, peraltro, proprio quelli delle Risorse finanziarie che è impegnata a razionalizzare il tutto. In realtà, in questo, la Ragioneria non è sola. Proprio da ieri, infatti, è stata costituita una task force composta da funzionari del Patrimonio (e non solo) che individuerà ipotesi e soluzioni alternative. Tra queste, al momento, quella che appare la più accreditata è quella che conduce a palazzo De Bellis in Città vecchia, in via Duomo.

Si tratta di un immobile acquisito anni fa al patrimonio comunale ma che è vuoto. E questa sua condizione, come dire?, incentiva, agevola, vandali e malintenzionati a entrare nel palazzo. Sono ormai numerosi, negli ultimi mesi, i danni ed i furti compiuti all’interno dell’edificio. E questo è avvenuto nonostante il Comune, attraverso la Polizia municipale, abbia murato più volte l’ingresso di Palazzo De Bellis. Secondo quanto si apprende in ambienti comunali, a Palazzo De Bellis (ci sono circa 30 stanzoni) potrebbero trovar posto una parte degli uffici attualmente ubicati in via Plinio n. 16. Alleggerendo, in questo modo, il peso del contratto. L’ipotesi-De Bellis è, tra gli altri, sostenuta dal sindaco stesso ma soprattutto dall’assessore al Borgo antico, Davide Nistri.

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