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In Puglia e Basilicata

L'ex pilota Usa torna  a Foggia 60 anni dopo alla ricerca del passato

L'ex pilota Usa torna  a Foggia 60 anni dopo alla ricerca del passato
Non ha ritrovato il suo «tent boy», ma si è commosso davanti al Comune di Foggia, davanti a quella scritta «Reserved for A-3 Car staff only», che ricorda i giorni della Seconda guerra mondiale. L’americano John William Joy in quegli anni era un giovane tenente, pilota del 483° Bomb Group della 15th Army Air Force, che con i bombardieri conosciuti come «Fortezze volanti» era di base all’aeroporto di Sterpanone, uno dei 35 presenti in Capitanata e che fra il 1944 e il 1945 hanno ospitato i velivoli utilizzati dalle forze alleate contro la Germania nazista.

26 Novembre 2009

di Stefania Labella 

Non ha ritrovato il suo «tent boy», ma si è commosso davanti al Comune di Foggia, davanti a quella scritta «Reserved for A-3 Car staff only», che ricorda i giorni della Seconda guerra mondiale. L’americano John William Joy in quegli anni era un giovane tenente, pilota del 483° Bomb Group della 15th Army Air Force, che con i bombardieri conosciuti come «Fortezze volanti» era di base all’aeroporto di Sterpanone, uno dei 35 presenti in Capitanata e che fra il 1944 e il 1945 hanno ospitato i velivoli utilizzati dalle forze alleate contro la Germania nazista.

Oggi John ha compiuto 86 anni, ed è voluto tornare in Puglia per cercare quell’ aeroporto dal quale è partito per 31 missioni ma soprattutto avrebbe voluto ritrovare Luigi, il suo «tent boy», ovvero il ragazzo di circa 15 anni che si curava della tenda dove lui alloggiava. Il ragazzo doveva vivere fra Lucera e San Severo, e la madre si occupava dei bucato degli ufficiali alleati. John ricorda quella signora che stirava in modo impeccabile le uniformi, e le castagne che portava Luigi e che venivano arrostite nei fusti di carburante. 

Niente Luigi e quasi nessuna traccia dell’aeroporto, nonostante le ricerche fra ruderi e stradine fangose della provincia foggiana, in un ottobre pieno di pioggia e freddo. «Al termine della guerra - dice Luigi Iacomino, appassionato ricercatore di storia militare locale che lo ha accompagnato - la quasi totalità di quegli aeroporti, molti dei quali dotati di opere in muratura e di lunghe piste metalliche, una volta abbandonati dai loro utilizzatori, vennero letteralmente saccheggiati fornendo, di volta in volta, ai più bisognosi, mattoni per ricostruire le case e metallo per realizzare cancelli, recinzioni e semplici aratri. Così oggi di quegli aeroporti non rimane più nulla, e la loro memoria è conservata dal sempre più risicato numero di superstiti piloti che vi decollavano». 

Del campo di Sterpanone John infatti ha trovato solo i resti della palazzina che ospitava il comando. La visita foggiana di John è passata dalla base di Amendola, che l’ex pilota Usa aveva visto già nei primi mesi del 1944, quando non c’erano che tende, costruzioni in legno e una pista realizzata in grelle.

Ultima tappa della visita, il municipio di Foggia e i ricordi sollevati da quella scritta che ancora si vede sul muro di destra: «quando eravamo a Foggia - ha raccontato John - questa era la sede dell’American Red Cross, ci venivano ufficiali di grado superiore. Questo parcheggio era riservato al comandante del 2° Bomb Group che aveva la funzione di dirigere e coordinare tutti i nostri cruppi di bombardieri operanti nel nord della Puglia. È davvero incredibile di come, dopo oltre 65 anni, quella scritta sia ancora visibile».
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