Martedì 16 Agosto 2022 | 11:38

In Puglia e Basilicata

Grano contaminato, processo a Trani per Casillo e Di Maggio

Grano contaminato, processo a Trani per Casillo e Di Maggio
di ANTONELLO NORSCIA 
Rinvio a giudizio per il noto imprenditore coratino Francesco Casillo (accusato d’aver importato dal Canada grano contaminato da ocratossina) e Alessio Di Maggio, 55enne di Gravina in Puglia, direttore tecnico dell’Azienda Speciale Samer (partner della Camera di Commercio di Bari) accusato di favoreggiamento, falso ideologico e falso materiale. Il 23 settembre 2005 nel porto di Bari sotto i sigilli della Procura di Trani finirono 26 tonnellate e mezzo di grano "tossico"

25 Novembre 2009

TRANI - Rinvio a giudizio per il noto imprenditore coratino Francesco Casillo, 43 anni, leader del settore cerealicolo, accusato d’aver importato dal Canada grano contaminato da ocratossina, poi trasformato, con la miscelazione di altro grano duro, in prodotti alimentari finiti in commercio. Assieme a lui a processo approda anche Alessio Di Maggio, 55enne di Gravina in Puglia, direttore tecnico dell’Azienda Speciale Samer (partner della Camera di Commercio di Bari) accusato di favoreggiamento, falso ideologico e falso materiale. 

Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri pomeriggio dal gup del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta. Il processo inizierà il 4 febbraio davanti al tribunale collegiale di Trani. 

L’indagine del pubblico ministero Antonio Savasta approda dunque a dibattimento dopo che Casillo si è visto rigettare dal gup prima l’istanza di patteggiamento e poi la richiesta di giudizio imm ediato. Ad ottobre dello scorso anno il gup Maria Teresa Giancaspro ritenne «inadeguata ed incongrua » la pena proposta per il patteggiamento: 3.040 euro di multa, col consenso del pm, dopo che questi aveva derubricato l’originaria accusa da reato doloso in delitto colposo contro la salute pubblica. A seguito della richiesta di rinvio a giudizio, Casillo chiese di saltare l’udienza preliminare ed arrivare subito a dibattimento col giudizio immediato ma il gup Caserta, che nel frattempo rilevò il ruolo della Giancaspro, respinse anche questa istanza per motivi procedurali. Di qui il necessario filtro dell’udienza preliminare culminato nel rinvio a giudizio. 

Il 23 settembre 2005 nel porto di Bari sotto i sigilli della Procura di Trani finirono 26 tonnellate e mezzo di grano giunto dal Canada a bordo della nave Loch Alyn: una partita «tossica» perché sarebbe stata contaminata da ocratossina ben oltre i valori di legge. Di Maggio fu accusato di favoreggiamento perché avrebbe consentito a Casillo (formalmente accusato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari) di eludere le indagini ed occultare la contaminazione della partita di grano. La Samer, infatti, avrebbe redatto certificati falsi, depositati in Procura dalla «Molino Casillo Francesco Srl», attestanti l’insussistenza di ocratossina e finalizzati ad ottenere, così come avvenne, il dissequestro del grano ritenuto affetto dalla pericolosa muffa e finito nella catena alimentare. Perciò l’inchiesta ebbe una notevole eco e giunse ad interessare anche l’Ufficio Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, l’Istituto Superiore della Sanità ed il Ministero della Salute, ingenerando molti timori ed allarmismi sulla qualità della pasta destinata alle tavole italiane, giacchè Casillo fornisce diverse aziende di subacquirenti che trasformano il grano in semola. 

Si sospettò che il prodotto proveniente dal Canada fosse acquistato ad un prezzo inferiore sapendo della sua pessima qualità; fatto che però avrebbe consentito un risparmio nella successiva produzione alimentare. Ma gli imputati hanno sempre respinto le accuse.
di ANTONELLO NORSCIA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725