Lunedì 26 Settembre 2022 | 04:32

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

42,26%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

27,92%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

8,08%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

14,93%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

43,60%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

27,36%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,91%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

14,86%

Movimento 5 Stelle

 

Regionali in Puglia  Il centrosinistra e  la tela senza Udc

Regionali in Puglia  Il centrosinistra e  la tela senza Udc
di GIUSEPPE ARMENISE
La riunione, disertata dai centristi, slitta a domani. Il segretario regionale, Blasi, ha abbandonato l’incontro di Bari. Già ieri sera un prevertice con Bersani. Emiliano: «Non demordiamo. Anche gli altri alleati della nostra coalizione farebbero bene a uscire allo scoperto a favore di Nichi»
• Bersani: in Puglia ragioneremo sino all'ultimo
• ll Pdl: «Adesso l’Udc scelga di stare con noi»
• Cesa: «Il Pd ha rinunciato all’Udc». Idv invece attende

24 Novembre 2009

di GIUSEPPE ARMENISE 

Il segretario regionale del Partito democratico, Sergio Blasi, va via ad incontro in corso per imbarcarsi sul volo delle 20 per Roma: il tavolo politico del centrosinistra pugliese, che si è insediato ufficialmente ieri, si è aggiornato a domani. L’appoggio del partito di Puglia a Nichi Vendola, presidente uscente, è storia ormai di domenica. Ma già ieri sera, in vista della direzione del Pd di oggi, la parola sembra esser passata alle diplomazie di livello nazionale. L’impressione è che la questione Puglia, e in particolare l’allargamento della coalizione a Italia dei valori, Udc e Io Sud, verrà inserita in un più ampio quadro di riferimento sovraregionale. Il segretario nazionale, Pierluigi Bersani, e in particolare Massimo D’Alema, leader pugliese di riferimento, stanno lavorando da mesi a rinsaldare il legame con lo scudocrociato di Pierferdinando Casini, il quale tuttavia ha a più riprese evidenziato (ribadendolo anche ieri) il problema Vendola. Tuttavia, il fatto che Vendola sia il candidato di oggi del centrosinistra non significa ancora, argomenta qualcuno, che il quadro debba restare immutabile. 

L’avvio del tavolo politico del centrosinistra potrebbe rivelarsi, è il pensiero dei più pessimisti, la fine piuttosto che l’inizio di un percorso. L’eventuale conferma del no al confronto politico da parte di Udc e Idv (in realtà ieri più possibilista) sarebbe irrimediabile e potrebbe mettere i partiti nella condizione di dover prendere atto dell’impraticabilità del percorso intrapreso. Con la conseguenza di doverne immaginare un altro. Con o senza Vendola. 

A margine del tavolo politico di ieri, Blasi ha spiegato: «L’Udc e l’Idv non sono venuti? Questa è la fatica della politica, per noi non c'è mai un punto di non ritorno. Resta il fatto che gli interessi del Sud sono al centro della nostra bussola politica». Insieme a Socialisti, Sinistra e libertà, Partito dei comunisti italiani, Rifondazione comunista, Verdi, Vendola e il Pd vogliono ripartire da quelli che definiscono cinque anni di «buon governo». 

«Ci sono stati problemi - ammette Vendola - nella coalizione in questi anni perchè la mia era una coalizione molto grande. Però io dico che se noi mettiamo sul tavolo i temi programmatici che riguardano lo sviluppo dell’econo - mia, la sostenibilità ambientale, i diritti delle persone, possiamo ritrovare lo spirito e la latitudine di una grande coalizione». Tra gli obiettivi dell’incontro, ha chiarito il presidente del Pd, Michele Emiliano, «c’è quello di capire se anche il tavolo politico del centrosinistra fa sua la proposta del Pd di ricandidare il presidente uscente. Abbiamo cercato di convincere sia Sanza che Zazzera a venire, ma non demordiano: anche piccoli mutamenti, piccoli dettagli, possano indurre i partiti a comportamenti diversi».
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