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In Puglia e Basilicata

Latte tossico a Bari: 2 condanne a morte eseguite in Cina

Latte tossico a Bari: 2 condanne a morte eseguite in Cina
A un anno dallo scandalo melamina, il tribunale della città settentrionale di Shijiazhuang rende noto che in Cina sono state eseguite le condanne a morte di due persone accusate della produzione e la distribuzione di latte in polvere contaminato destinato ai neonati e venduto e sequestrato anche in Puglia, alle porte di Bari. Almeno sei bambini morirono e altri 300mila si ammalarono l'anno scorso dopo aver consumato latte in polvere contaminato con la maledetta sostanza, una composizione tossica utilizzata per la fabbricazione di resine plastiche, che era stata aggiunta per far sembrare il prodotto più proteico

24 Novembre 2009

BARI - A un anno dallo scandalo melamina, il tribunale della città settentrionale di Shijiazhuang rende noto che in Cina sono state eseguite le condanne a morte di due persone accusate della produzione e la distribuzione di latte in polvere contaminato destinato ai neonati e venduto e sequestrato anche in Puglia, alle porte di Bari. 

Almeno sei bambini sono morti e altri 300mila si sono ammalati l’anno scorso dopo aver consumato latte in polvere contaminato con la maledetta sostanza, una composizione tossica utilizzata per la fabbricazione di resine plastiche, che era stata aggiunta per far sembrare il prodotto più proteico.

La conferma che quella (letale) alimentazione per neonati era stata venduta anche ai pugliesi arrivò il 17 ottobre dell'anno scorso quando furono resi noti i risultati delle analisi condotte su decine di confezioni di «milk drink» che erano state sequestrate (il 24 settembre), in un deposito di generi alimentari di via Porto Torres a Modugno.

Le analisi confermarono il sospetto dei militari del Nas: i due campioni (uno di latte, uno di yoghurt) analizzati dall’Istituto zooprofilattico di Teramo contenevano dai 7 ai 22 milligrammi di melamina per chilogrammo, contro il limite europeo di 2,5 milligrammi. Per la precisione, la Gazzetta riportava: «Nel "milk drink", così come nello yoghurt probiotico, era presente una sostanza chimica potenzialmente letale, utilizzata per produrre colla e fertilizzanti ma che - inserita nel latte - eleva la carica proteica dell’alimento. I frodatori hanno scoperto infatti che la melamina, che contiene il 66 % di azoto, può essere aggiunta ai mangimi per animali per far credere che abbiano un contenuto di proteine maggiore di quello reale e per poterli vendere ad un prezzo maggiore».

Oggi la notizia che per quel scellerato commercio, in Cina, sono state eseguite le condanne a morte di Zhang Yujun, accusato di "aver messo in pericolo la salute pubblica" producendo e vendendo 600 tonnellate di latte in polvere contaminato, e Geng Jinping, accusato di averne venduto 900 tonnellate. 

Geng aveva venduto il latte avvelenato al gruppo alimentare Sanlu, principale società del settore prima dello scandalo. I due erano stati condannati a morte in gennaio e la sentenza è stata confermata in appello e dalla Corte Suprema. 

Lo scandalo del latte alla melamina ha portato a 21 condanne e ha contribuito alla introduzione di leggi più severe in Cina per il controllo dei prodotti alimentari. Con le condanne a morte il governo ha inteso dimostrare di aver preso sul serio lo scandalo. Ma - ove qualche lettore iper-giustizialista dovesse trovare corretto questo modo d'agire - va anche detto che, allo stesso tempo, il governo cinese ha stroncato sul nascere ogni tentativo dei cittadini di organizzare forme di proteste circa l'accaduto: ai primi di novembre la polizia ha arrestato un padre che stava creando on-line un gruppo di genitori intenzionati ad ottenere un risarcimento per i danni causati dal latte alla salute dei loro figli. 
Mrs.Ing.
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