Lunedì 08 Agosto 2022 | 03:05

In Puglia e Basilicata

Ecco i protoni ammazza tumori, tecnologie avanzate in Puglia

Ecco i protoni ammazza tumori, tecnologie avanzate in Puglia
dal nostro inviato GAETANO CAMPIONE
È qualcosa di più di una semplice speranza. Al punto che Tommaso Fiore, assessore pugliese alla Sanità, ma prima di tutto medico - e si sa come i medici non siano abituati ad abbondare in ottimismo se non ci sono risultati scientificamente corretti e concreti - la definisce una terapia «molto promettente», nella lotta infinita ad alcuni tipi di tumore ritenuti finora incurabili (cervello, spina dorsale, polmone ecc) che si trovano vicino a tessuti e organi sani particolarmente delicati, da non irradiare in nessun modo. Ecco la protonterapia, una frontiera nuova rispetto alla radioterapia convenzionale. Ancora da esplorare fino in fondo, perché non ha ancora concluso il suo iter di conoscenza scientifica. Ma nel mondo l’hanno provata 60mila malati di cancro. E la comunità medica trattiene il respiro

23 Novembre 2009

RUVO - È qualcosa di più di una semplice speranza. Al punto che Tommaso Fiore, assessore pugliese alla Sanità, ma prima di tutto medico - e si sa come i medici non siano abituati ad abbondare in ottimismo se non ci sono risultati scientificamente corretti e concreti - la definisce una terapia «molto promettente», nella lotta infinita ad alcuni tipi di tumore ritenuti finora incurabili (cervello, spina dorsale, polmone ecc) che si trovano vicino a tessuti e organi sani particolarmente delicati, da non irradiare in nessun modo. Ecco la protonterapia, una frontiera nuova rispetto alla radioterapia convenzionale. Ancora da esplorare fino in fondo, perché non ha ancora concluso il suo iter di conoscenza scientifica. Ma nel mondo l’hanno provata 60mila malati di cancro. E la comunità medica trattiene il respiro. Perché da un lato i risultati incoraggianti ci sono, dall’altro non si vogliono alimentare illusioni o facili entusiasmi. Così la Puglia è chiamata a giocare un ruolo importante in questa partita per la vita. Vediamo come. 

Ogni anno un pugliese su tre si ammala di tumore. Cifre impressionanti. Destinate ad aumentare. Le radiazioni, in molti casi, curano. E sono poco costose. Specialmente i raggi x. In Italia ci sono 250 acceleratori lineari di elettroni. La Puglia si sta prodigando per costruire una rete ad hoc. Barletta, Foggia, Brindisi e Bari: «La completeremo in tempi brevissimi», dice Fiore. La ricerca, intanto, va avanti. Fa passi da gigante. E scopre come i gli ioni a carbonio diano più risultati rispetto ai raggi x e meno effetti collaterali. Hanno una elevata efficacia biologica e possono controllare i tumori radioesistenti. Grazie alle particolari proprietà fisiche di queste particelle l’adroterapia è un trattamento più preciso perché consente di «colpire» il tumore in modo estremamente selettivo e quindi di «risparmiare» i tessuti sani che lo circondano. È anche più efficace, in quanto permette in alcuni casi di uccidere le cellule di quei tumori che mostrano una certa resistenza alle radiazioni convenzionali. 

Cosa c’è che non va, allora? L'adroterapia è un trattamento effettuato solo in 30 strutture nel mondo perché c’è bisogno di macchinari (sincrotroni) tecnologicamente molto sofisticati, grandi (25 metri di diametro) e costosii. In Giappone sono all’avanguardia mondiale. Seguiti da Stati Uniti e Germania. L’Italia? A Pavia entrerà in funzione un centro ad hoc entro la fine dell’anno prossimo, su una superficie di 60mila metri quadrati. Una piccola città. Quindi, toccherà a Trento. Ugo Amaldi, fisico del Cern di Ginevra, non si è arreso. Piccolo è bello, ha pensato. Ecco, la protonterapia. Il principio è lo stesso. La dimensione della macchina, invece, si riduce. Un ciclotrone ha un diametro di 4 metri. Quindi, se diminuiranno i costi, la protonterapia si diffonderà sempre di più. Un trattamento convenzionale (radioterapia) costa 9mila euro, uno con l’adroterapia 22mila euro. 

«Comunque - spiega l’assessore Fiore - firmeremo un’apposita convenzione con Pavia, affinché i pugliesi possano curarsi anche lì». La sfida che riguarda la Puglia, qual è? È legata ad un brevetto della Itelpharma di Ruvo. Più o meno funziona così. Si tratta di un congegno in grado di ruotare il paziente attorno alla macchina da cui parte il fascio di protoni, in modo da garantire al malato una precisione millimetrica del trattamento. La macchina da sola non serve. La fisica deve incontrare il sapere, si deve integrare con la conoscenza medica. Il progetto Erha. Tre i siti individuati in Puglia per questa operazione a cui la politica - ha ricordato il presidente della Regione Nichi Vendola - «guarda con interesse e con equilibrio, da un lato pronta a cogliere l’impor tanza dell’innovazione tecnologica in un settore fondamentale come quello della salute, dall’altro pronta a respingere una innovazione che possa coprire eventuali circuiti affaristici di ogni tipo. La metodologia di Ruvo è corretta. E la politica, ascolterà. Per poi decidere». 

L’iniziativa è destinata ad avere un notevole impatto sul territorio perché creerà un contenitore tecnologico culturale sul quale convergeranno, si studieranno e si svilupperanno le tecnologie biomedicali del futuro. Le stime quantificano in 1000 i pazienti che annualmente in Puglia potrebbero certamente giovarsi di radioterapia con protoni e almeno 3000 nel Mezzogiorno. Nel 2007 sono stati trattati nella nostra regione 10.000 pazienti con radioterapia convenzionale: di questi più di 1000 avrebbero potuto giovarsi di una radioterapia con protoni. Leonardo Diaferia, presidente della Itel Telecomunicazioni, parla in maniera diretta: «Dal momento di un ipotetico semaforo verde, servirebbero tre anni prima di trattare il primo paziente. Ci sono tecniche da mettere a punto, protocolli da valutare. Noi, però, abbiamo fretta. Alla politica chiediamo una decisione in tempi stretti. Entro marzo. Non possiamo aspettare elezioni, nuovi presidenti, nuovi amministratori. Altrimenti, c’è già la Spagna che ci aspetta a braccia aperte».
dal nostro inviato GAETANO CAMPIONE
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725