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In Puglia e Basilicata

L'Acqua privata e quella minerale: ecco business e tariffe

L'Acqua privata e quella minerale: ecco business e tariffe
Un tesoro da tutelare e non sprecare. L’acqua è anche questo. Un tesoro soprattutto quando si tratta di acqua minerale. In Basilicata, ad esempio, l’acqua minerale del Vulture è un bene pubblico gestito per moltissimo tempo in regime di concessione da imprenditori locali e da associati ad imprese del Mezzogiorno. In concessione perché le acque superficiali ed interne in Italia sin dal 1933 sono considerate «un bene di pubblico interesse».

22 Novembre 2009

Un tesoro da tutelare e non sprecare. L’acqua è anche questo. Un tesoro soprattutto quando si tratta di acqua minerale. In Basilicata, ad esempio, l’acqua minerale del Vulture è un bene pubblico gestito per moltissimo tempo in regime di concessione da imprenditori locali e da associati ad imprese del Mezzogiorno.

In concessione perché le acque superficiali ed interne in Italia sin dal 1933 sono considerate «un bene di pubblico interesse».

Eppure, per queste concessioni - regolamentate in Basilicata da una legge regionale del 2005 che tra le altre cose ha reso possibile il trasferimento in concessione senza la necessaria autorizzazione regionale - le aziende pagano un canone annuo proporzionale all’estensione dell’area di concessione. Un canone di 51,65 euro per ettaro in concessione e di 0,30 euro per ogni metro cubo di acqua imbottigliata. Una cifra decisamente non alta se si considera che per una bottiglietta di acqua minerale si arrivano a pagare anche 30 centesimi.

Insomma, cifre che ai più possono apparire irrisorie ma che non lo sono se si considerano le tariffe che sono applicate, invece, negli altri territori.

I canoni della Basilicata, infatti, non sono tra i canoni più cari d’Italia, se confrontati ad esempio con quelli imposti dalle altre amministrazioni regionali italiane: in Emilia Romagna il canone è di 10,22 euro per ettaro in concessione, in Liguria di 5,01, in Piemonte di 20,65, nelle Marche di 5,16, mentre in Lombardia di 25 euro per ettaro più 0,51 euro ogni metro cubo. Somme piccole, comunque, che non possono essere ritoccate. Il perchè? Semplice perchè trattandosi di un bene pubblico e destinato a tutti le royalty non si possono aumentare indistintamente, anche se è in corso da tempo una discussione in seno alla Conferenza Stato - Regioni per individuare strumenti che consentano di modificare la normativa, magari arrivando all’individuazione di un canone di concessione che sia unico sull’intero territorio nazionale.

Un canone che consenta di evitare diversità di situazioni a seconda che ci si trovi in Basilicata o in Lombardia.

[a.i.]

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