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In Puglia e Basilicata

Bari, telefonista hard ricattava cliente vip

Bari, telefonista hard ricattava cliente vip
L’attrazione fatale viaggiava da un capo all’altro del telefono. Quella voce sensuale che dava sfogo alle sue fantasie erotiche lo aveva stregato. Una debolezza che non è sfuggita alla telefonista. Al punto che prolungati colloqui hard attraverso una «linea erotica», si sono trasformati in una trappola per un imprenditore barese di 50 anni. Anna Cassano, 49 anni, è stata arrestata venerdì mattina in flagranza di reato. L’accusa è estorsione.

22 Novembre 2009

di Giovanni Longo

L’attrazione fatale viaggiava da un capo all’altro del telefono. Quella voce sensuale che dava sfogo alle sue fantasie erotiche lo aveva stregato. Una debolezza che non è sfuggita alla telefonista. Al punto che prolungati colloqui hard attraverso una «linea erotica», si sono trasformati in una trappola per un imprenditore barese di 50 anni. Anna Cassano, 49 anni, è stata arrestata venerdì mattina in flagranza di reato. L’accusa è estorsione.

Prima languide e piccanti conversazioni anche «extra orario di servizio», grazie ad una «linea privata» che gli consentiva di parlare solo con lei. Poi, ciò che l’uomo, forse un po’ troppo ingenuo, davvero non si aspettava: il ricatto. «Ho la registrazione delle nostre conversazioni: se non mi paghi, racconto tutto a tua moglie». L’estorsione è venuta alla luce solo quando la vittima ha avuto il coraggio di denunciarla. Quindici giorni fa il racconto della sua storia alla Guardia di Finanza. L’altro, nel parcheggio della Metro, centro commerciale sulla tangenziale di Bari dove si erano dati appuntamento, lo scambio (30mila euro contro le cassette esplosive) ha preceduto di poco l’arresto. Secondo quanto accertato dai militari, le cui indagini sono state dirette dal pm della Procura di Bari Roberto Rossi, le vicissitudini del cliente sarebbero iniziate nel maggio scorso.

L’uomo una prima volta ha ceduto, pagando 20mila euro. In altre tre circostanze ha consegnato tre cellulari di ultima generazione per pagare il suo silenzio (nella abitazione della donna nel quartiere San Paolo ne sono stati trovati altri 53) e per continuare a parlare solo con lei. Alla richiesta di ulteriori 30mila euro, però, l’uomo ha denunciato tutto ai finanzieri, che hanno individuato da chi provenivano le richieste estorsive.

Le indagini, intanto, proseguono. I finanzieri, infatti, hanno trovato nell’abitazione al quartiere San Paolo nella disponibilità della donna, un taccuino contenente oltre 100 nomi nomi con accanto indicazioni sul numero telefonico, lo stato civile, la professione, le abitudini sessuali (confessate «confidenzialmente»). Il sospetto è che si tratti di altri clienti. Tra loro un dipendente di banca milanese, un assicuratore abruzzese, un impiegato romano. «L’archivio» è redatto minuziosamente. Una pagina per ogni nome con le caratteristiche ritenute degne di interesse. Giovani e anziani, professionisti e disoccupati, single e spostati, del Nord e del Sud.

In qualche caso, sempre attraverso i cellulari, pare avesse inviato ad alcuni clienti una foto di una avvenente ragazza bruna. La sua «voce», secondo i militari, avrebbe fatto il resto.

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