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In Puglia e Basilicata

A 25 anni dal crollo di Castellaneta slitta prima udienza

A 25 anni dal crollo di Castellaneta slitta prima udienza
Dicono di essere indignati a causa del nuovo rinvio della causa civile che li riguarda i famigliari delle 34 persone che il 7 febbraio del 1985 morirono nel crollo del palazzo di via Verdi a Castellaneta. Lo affermano in un comunicato che hanno diffuso dopo aver appreso dai propri legali che la prima udienza civile fissata per il 19 novembre prossimo presso il tribunale di Lecce, dopo quasi 25 anni da quell'evento, “è stata rinviata per l’ennesima volta al 19 maggio 2010”

21 Novembre 2009

CASTELLANETA (TARANTO) - Dicono di essere indignati a causa del nuovo rinvio della causa civile che li riguarda i famigliari delle 34 persone che il 7 febbraio del 1985 morirono nel crollo del palazzo di via Verdi a Castellaneta. Lo affermano in un comunicato che hanno diffuso dopo aver appreso dai propri legali che la prima udienza civile fissata per il 19 novembre prossimo presso il tribunale di Lecce, dopo quasi 25 anni da quell'evento, “è stata rinviata per l’ennesima volta al 19 maggio 2010”. 

“Adesso basta – affermano – è giunto il momento di agire, e questa volta abbiamo bisogno di tutti, dell’opinione pubblica, della stampa che ci ha sempre dato una mano, ma soprattutto delle Istituzioni e rappresentati politici a tutti i livelli. Adesso basta, perchè non si può aspettare tanto tempo per vedersi riconoscere i propri diritti al risarcimento del danno (mentre nel frattempo muoiono gli interessati e addirittura gli avvocati difensori), la sfida che lanciamo al Comune di Castellaneta (il quale sarà tenuto a pagare, comunque, in solido con gli altri condannati penalmente in cassazione) è di evitare le lungaggini del processo, che non farà altro che far lievitare le somme del risarcimento, ed a definire con i nostri legali una sorta di transazione in base alla sentenza di 1° grado del Tribunale di Taranto del 2003 e successivamente fare pressioni al Ministero dell’Interno, con l’aiuto di tutti i rappresentanti politici ad ogni livello di Taranto e della Puglia a farsi finanziare con un apposito Decreto tali somme”. 

“Noi riteniamo – concludono i famigliari delle vittime – che questa sia l’unica strada percorribile per poter mettere la parola fine a questo triste capitolo della storia Castellanetana, ma per poterlo fare abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, contrariamente faremo ricorso a forme di protesta plateali, ma allora non faremo sconti a nessuno”.
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