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In Puglia e Basilicata

"Amanda e Raffaele hanno ucciso Mez meritano l'ergastolo"

"Amanda e Raffaele hanno ucciso Mez meritano l'ergastolo"
I pubblici ministeri Manuela Comodi e Giuliano Mignini, al termine della requisitoria nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher davanti alla Corte d'Assise di Perugia, hanno chiesto la condanna all'ergastolo per l'americana Amanda Knox e per il suo ex fidanzatino, il pugliese, Raffaele Sollecito. Sollecito e la Knox, però, si proclamano estranei al delitto. La sentenza è attesa nei primi giorni di dicembre
• Stando ai suoi avvocati, Raffaele Sollecito, avrebbe commentato: quella sera io stavo a casa mia, come fanno a dire quelle cose?
• Il legale dei Kercher: richieste di condanna sono doverose

21 Novembre 2009

PERUGIA – Meredith Kercher è stata «letteralmente eliminata per sempre» quando non aveva ancora compiuto 22 anni. Per questo Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati di un omicidio «accompagnato da violenza sessuale», devono essere condannati al massimo della pena prevista: l'ergastolo con isolamento diurno. Parole che il pm Giuliano Mignini ha scandito oggi al termine della requisitoria – svolta insieme all’altro pubblico ministero Manuela Comodi – nel processo davanti alla Corte d’assise di Perugia. Secondo i magistrati i capi di imputazione contestati ai due imputati «hanno trovato piena conferma nel processo». 

Omicidio, violenza sessuale, furto, simulazione di reato e porto ingiustificato di coltello i reati per i quali sono stati rinviati a giudizio, con la Knox che deve rispondere anche di calunnia. Per questo il pm ha chiesto per la ventiduenne di Seattle anche nove mesi di isolamento diurno, due per Sollecito. 

Richiesta «tipica di associazioni mafiose, di Bernardo Provenzano e Totò Riina, non di un ventenne incensurato» per l'avvocato Luciano Ghirga, uno dei difensori dell’americana. «Meredith era mia amica e non la odiavo» ha detto alla fine dell’udienza la Knox in una dichiarazione spontanea. Secondo il pm, però, ora l’errore più grave sarebbe di «guardare solo agli imputati». «Dimenticando – ha detto Mignini – di cosa sono accusati e dimenticando la vittima». Il magistrato ha parlato di un omicidio per futili motivi ai danni di una ragazza che di lì a qualche giorno doveva tornare a Londra per il compleanno della madre. «Mez – ha evidenziato - è stata uccisa in maniera impressionante e ora i suoi familiari possono solo recarsi al cimitero sulla sua tomba». 

Un delitto del quale i pm accusano Sollecito, venticinquenne di Giovinazzo, e la Knox, oltre a Rudy Guede, già condannato a 30 anni di reclusione grazie allo sconto di pena previsto dal rito abbreviato. Oggi è stata il pm Comodi ha delineare il quadro degli elementi scientifici a carico dei due ex fidanzati. «Prove inconfutabili» ha detto il magistrato. Poi in aula è stato proposto un video con la ricostruzione virtuale del delitto, così come ipotizzata dai pm. Alla fine è stato ancora Mignini a parlare dei due imputati odierni, facendo propria la descrizione di un criminologo. Per la Knox ha evidenziato rabbia e aggressività, tendenza alla trasgressione e a dominare il rapporto, ma anche a sviluppare facili antipatie. Sollecito è stato definito notevolmente freddo e con tratti di personalità dipendente. Il pm ha quindi detto che Guede «qualche barlume di pietà lo ha avuto, così come qualche espressione di rammarico per Mez». «Non ha portato il coltello – ha aggiunto – e non ha calunniato nessuno. Era un povero sbandato». 

Per Mignini Sollecito «non ha invece mai mostrato alcun pentimento, è rimasto impassibile e gelido», mentre «dal suo ambiente sono partiti attacchi agli inquirenti». «Amanda – ha aggiunto – ha fatto una cosa in più, ha commesso il reato gravissimo di calunnia contro Patrick Lumumba (accusato ma poi prosciolto – ndr)». 

Ma non si è fermata qui – secondo il pm – perchè ha continuato a calunniare la polizia. «Affiancata e incoraggiata – ha aggiunto – da un gruppo di pressione, una lobby». «Voi – ha sottolineato ancora Mignini rivolto alla Corte - dovete dare a ciascuno quello che gli spetta, come prevede la funzione della giustizia. Per questo chiediamo l’affermazione della penale responsabilità degli imputati». Parole che i due imputati hanno ascoltato impassibili. Poi è la Knox a parlare: «è assurda l’idea che volessi vendicarmi di una persona che era stata gentile con me». La sentenza della Corte è attesa tra il 4 e il 5 dicembre. 
Claudio Sebastiani - Ansa
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