Lunedì 08 Agosto 2022 | 11:53

In Puglia e Basilicata

Ridate alla città di Foggia i suoi simboli

Ridate alla città di Foggia i suoi simboli
di FILIPPO SANTIGLIANO 
Il teatro Giordano doveva essere consegnato nel 2008. Oggi non si sa. Il Comune ha fatto slittare la stagione lirica. Spera nel concerto di Capodanno. Per la Basilica cattedrale servono i finanziamenti per completare i lavori. Il Fondo della diocesi è insufficiente. Si attende il governo

21 Novembre 2009

di FILIPPO SANTIGLIANO 

FOGGIA - L’elenco è lunghissimo. La questione è che non siamo di fronte alla lista di «cantieri» ordinari, di opere pubbliche che, per il malcostume quotidiano che regna tra impresa e pubblica amministrazione, vengono lasciate marcire in attesa di varianti, finanziamenti, progetti. No, non è proprio così perché le opere in questione sono «simboli», icone identitarie di una città da tempo, troppo tempo chiuse con il lucchetto per mancanza di finanziamenti (nel caso della Cattedrale) o per l’incredibile ritardo nella conclusione dei lavori (nel caso del Teatro Giordano). 

Cattedrale e Teatro, due «esempi» di una Foggia che fatica, e tanto, ad indignarsi. Al momento non si riesce a capire come e quando queste «case» dei foggiani saranno riaperte: al culto e alla custodia della Madonna dei sette veli la Basilica Cattedrale; allo spettacolo e alla cultura il Teatro Giordano. Per la Basilica Cattedrale c’è un «fondo» aperto dall’Episcopio, ma servono risorse, tante, che dovrebbero essere messe a disposizione dal ministero dei Beni culturali. Per il Teatro Giordano, invece, si continua ad affermare che siamo sempre lì, al punto di arrivo. Un sopralluogo pubblico fatto a luglio 2008 fissava alla fine di quell’anno la consegna dei lavori. Siamo a novembre 2009 e la città ha dovuto rinunciare alla stagione lirica ed al momento non sa quando potrà riavere il teatro: a fine dicembre, gennaio, febbraio? Non si sa. 

E soprattutto chi ha le responsabilità tace. Il sindaco Mongelli ha annunciato un report. E’ appena arrivato, ma si vedrà. E poi c’è il resto: il teatro tenda, acquistato dall’amministrazione Agostinacchio, continua ad essere un cantiere e non si sa a che punto è; la chiesa del Purgatorio o dei Morti è abbandonata al suo destino, sempre per mancanza di fondi, pur essendo uno «scrigno» da guide turistiche; ma anche altre opere, come la piazza dietro il palazzo dei contadini (sede della Cgil), al momento esistono solo sulla carta. Qualcuno può spiegare perché?
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