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In Puglia e Basilicata

Torre Canne Spunta un altro «morto di terme»

Torre Canne Spunta un altro «morto di terme»
di DOMENICO GALETTA 
Un altro decesso collegato alla presunta contaminazione delle Terme di Torre Canne? È quanto dovranno accertare i consulenti tecnici incaricati dal sostituto procuratore Myriam Iacoviello a seguito dell’esame autoptico, già eseguito il 17 scorso, sulla salma riesumata di Salva - tore Nessadi 78 anni di Taranto, deceduto il 15 agosto dopo che anche lui era stato costretto ad interrompere le cure presso le Terme di Torre Canne per delle complicanze respiratorie. Sono giunti quindi a tre i decessi sui quali pende il sospetto
• Le denunce sono arrivate a trenta

21 Novembre 2009

di DOMENICO GALETTA 

Un altro decesso collegato alla presunta contaminazione delle Terme di Torre Canne? È quanto dovranno accertare i consulenti tecnici incaricati dal sostituto procuratore Myriam Iacoviello a seguito dell’esame autoptico, già eseguito il 17 scorso, sulla salma riesumata di Salvatore Nessa di 78 anni di Taranto, deceduto il 15 agosto dopo che anche lui era stato costretto ad interrompere le cure presso le Terme di Torre Canne per delle complicanze respiratorie. Sono giunti quindi a tre i decessi sui quali pende il sospetto, che agli investigatori appare più che fondato, del collegamento con la contaminazione della struttura, le cui indagini, se da un lato non hanno portato a delle responsabilità accertate, dall’a ltro non le hanno escluse, stante la persistenza del sequestro cautelare. 

Quindi, Salvatore Nessa - come per la 78enne Maria Stella Ancona di Martina Franca e il 67enne Giuseppe Terribile di Padova - mentre effettuava un ciclo di cure inalatorie presso le Terme di Torre Canne, avverte febbre alta e disturbi respiratori che ne consigliano il ricovero in ospedale, dove gli diagnosticano la solita broncopolmonite che il 15 agosto lo conduce inesorabilmente alla morte. 

Tre indizi costituiscono una prova? Non in diritto dove ogni fatto, ogni circostanza deve essere provata con tanto di perizia. Il paradosso della complessa vicenda, comunque, è che la struttura ha continuato ad erogare i servizi anche dopo che il Comitato di Controllo Infezioni Ospedaliere di Acquaviva delle Fonti avesse inviato al dottor Vito Martucci, responsabile del Dipartimento Prevenzione dell’ASL di Brindisi, la segnalazione di una situazione “Epidemiologica” occorsa in quel nosocomio, riguardante ben 6 pazienti ricoverati per insufficienza respiratoria con diagnosi “focolaio bronco-pneumonico” e che tutti i degenti avevano come elemento comune l’aver effettuato un ciclo di cure termali presso le Terme di Torre Canne. 

L’Ospedale di Fasano ne segnalava altri 11 e quello di Gioia del Colle 9. Circostanza peraltro confermata dal 70enne O.V., che ricorda di essere stato ampiamente rassicurato dal personale della struttura al quale aveva chiesto spiegazioni dopo che la «Gazzetta» aveva riportato la notizia della morte di Maria Stella Ancona. 

«Il dato allarmante è che ancora oggi c’è gente che da luglio-agosto non si è più ripresa e che continua la sua degenza in condizioni di assoluta precarietà», è quanto sostiene l’avvocato. Grazia Vitale di S. Michele Salentino, «pioniere» dell’apertura della maxi inchiesta, nonché difensore di diverse parti offese che porta la testimonianza di uno dei suoi assistiti, A.V., 72 anni di S.Michele Salentino, le cui condizioni di salute sono andate sempre più peggiorando, ascoltato dai Nas di Taranto che conducono le indagini su ogni versante. Insomma, l’inchiesta appare sicuramente destinata a riservare altre sorprese sotto il profilo giudiziario. 

Sembra che la pm abbia già disposto una serie di nuovi accertamenti per cercare di chiudere al più presto un’i nchbiesta che appare decisamente molto complicata e che richiede consulenze tecniche molto particolari da parte degli esperti. Di certo, le cartelle cliniche parlano chiaro. I decessi ci sono tra le persone che hanno usufruito dei servizi delle Terme di Torre Canne che sono state sequestrate per effettuare una serie di rilievi. Al momento gli indagati sono tre ma l’inchiesta non è ancora conclusa dal momento - come si diceva - che si attende il risultato di altre analisi e si deve necessariamente indagare anche sulla morte del pensionato tarantino il cui cadavere è stato riesumato proprio su richiesta della Magistratura intenzionata a fare piena luce sulla vicenda.
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