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In Puglia e Basilicata

Adelfia, 21 bambini intossicati alla mensa scolastica

Adelfia, 21 bambini intossicati alla mensa scolastica
di GIOVANNI LONGO
Vomito, nausea, diarrea: tutti i sintomi di una intossicazione alimentare si sono presentati nella notte di giovedì. Il giorno precedente, a pranzo, salsicce di pollo per tutti. Non si sa quanto gustose, di certo almeno indigeste. Risultato: 21 alunni della scuola elementare «Giovanni Falcone» di Adelfia, un’insegnante e un collaboratore scolastico hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici per una leggera intossicazione alimentare. Nessun rischio botulino, nessun ricovero in ospedale, ma un certo malessere di cui tutti avrebbero volentieri fatto a meno
• Il tossicologo: «L'igiene è la prima regola»

21 Novembre 2009

di GIOVANNI LONGO

Vomito, nausea, diarrea: tutti i sintomi di una intossicazione alimentare si sono presentati nella notte di giovedì. Il giorno precedente, a pranzo, salsicce di pollo per tutti. Non si sa quanto gustose, di certo almeno indigeste. Risultato: 21 alunni della scuola elementare «Giovanni Falcone» di Adelfia, un’insegnante e un collaboratore scolastico hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici per una leggera intossicazione alimentare. Nessun rischio botulino, nessun ricovero in ospedale, ma un certo malessere di cui tutti avrebbero volentieri fatto a meno. 

I genitori degli alunni delle due prime classi dell’istituto (bimbi di 5-6 anni di età) dopo una notte insonne a causa del malessere dei propri figli, hanno prima fatto visita al medico di famiglia, piuttosto che alla guardia medica, piuttosto che nell’ospedale «Fallacara» di Triggiano, poi sono andati dritti spediti alla stazione dei carabinieri di Adelfia per chiedere ai militari di verificare se ci fosse qualcosa che non andasse nel pasto che i loro bimbi avevano consumato a scuola mercoledì. 

I militari della stazione di Adelfia, della Compagnia di Triggiano, agli ordini del capitano Domenico Baldassarre e dei Nas (Nucleo Antisofisticazioni), agli ordini del tenente Antonio Citarella, in collaborazione con le Asl di Bari, questi ultimi per gli aspetti più tecnici legati ad esami di laboratorio e prelievi, hanno avviato le indagini. I militari hanno ispezionato il centro di cottura della ditta «Esselunga » che fornisce i pasti in forza di un appalto sottoscritto con il Comune di Adelfia (i relativi documenti sono stati acquisiti dai carabinieri anche a palazzo di città). 

Nel corso dell’ispezione i Nas hanno annotato alcune irregolarità oltre che carenze organizzative nel centro. Tutto il lotto acquistato dalla ditta di ristorazione, ad esempio, era stato smaltito nell’occasione del pasto consumato mercoledì a pranzo. La ditta, hanno ricostruito i militari, non ha provveduto a conservare un campione del cibo somministrato nelle 72 ore successive come prevede la legge. Così non è stato possibile fare degli esami sul prodotto che, ritengono i carabinieri, possa aver provocato l’intossicazione. 

Capacità nutrizionale a parte (le salsicce di pollo vengono confezionate con gli scarti della lavorazione di altre parti del pollo, generalmente ritagli di carne che mantengono integralmente le caratteristiche del prodotto), aspetto che non rientra certo nelle indagini, pare che nel centro cottura non sia stato neanche esibito ai militari il manuale di controllo ai sensi della normativa Haccp. Si tratta del sistema preventivo di controllo degli alimenti, finalizzato a garantirne la sicurezza, l’igiene e la conservazione. Indagini sono in corso anche per risalire al fornitore della carne di pollo che potrebbe essere la causa della leggera intossicazione alimentare. 

Leggera, va ribadito, giacché nessuno dei piccoli, infatti, né l’insegnante e il collaboratore scolastico, sono stati ricoverati in ospedale. Vomito, diarrea e nausea sono i sintomi avvertiti da tutti le persone che hanno mangiato le salsicce di pollo. Una sintomatologia classica, in questi casi, che non lascia alcun tipo di stras cico. L’Asl di Bari, per quanto di sia competenza, effettuerà controlli anche su altri prodotti. L’obiettivo è verificare se altri alimenti possano non essere stati confezionati o conservati a norma di legge. Chiusi i locali della scuola dove vengono fatte le porzioni perché, pare, non c’è l’a utorizzazione.
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