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Capoclan Bari pesta il fratello che lo denuncia

Capoclan Bari pesta il fratello che lo denuncia
BARI - Con l'accusa di aver pestato il fratello per dissidi legati all’eredità della casa materna, agenti della squadra mobile hanno denunciato a piede libero per lesioni personali il capoclan barese Antonio Di Cosola, di 55 anni. All’aggressione avrebbero partecipato anche le due sorelle dei due uomini, Annunziata e Carmela, che si sarebbero limitare a lanciare invettive e bestemmie.

20 Novembre 2009

BARI - Con l'accusa di aver pestato il fratello per dissidi legati all’eredità della casa materna, agenti della squadra mobile hanno denunciato a piede libero per lesioni personali il capoclan barese Antonio Di Cosola, di 55 anni. All’aggressione avrebbero partecipato anche le due sorelle dei due uomini, Annunziata e Carmela, che si sarebbero limitare a lanciare invettive e bestemmie. 

Antonio Di Cosola è stato denunciato dal fratello Damiano, di 37, che ha subito la violenta aggressione del capoclan che lo avrebbe picchiato selvaggiamente procurandogli un trauma cranico-mandibolare, ecchimosi e contusioni che i medici dell’ospedale Di Venere, che hanno tenuto in osservazione l'uomo, hanno giudicato guaribili in 15 giorni. 

Damiano Di Cosola, dopo aver accudito la mamma ammalata per circa 15 anni, circa un mese fa, dopo la morte della donna, ha deciso di vivere stabilmente nella casa-masseria di famiglia nel rione Carbonara di Bari che dispone anche di un terreno. La sua decisione non è però stata condivisa dal resto della famiglia. Da qui la decisione di organizzare la spedizione punitiva.
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