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In Puglia e Basilicata

Ex ostaggi in Iraq «L'ingaggio nel porto di Bari su nave M.M.»

Ex ostaggi in Iraq «L'ingaggio nel porto di Bari su nave M.M.»
Così Giampiero Spinelli deponendo dinanzi alla Corte d’assise di Bari. Spinelli è imputato nel processo assieme a Salvatore Stefio con l’accusa di aver reclutato Didri Forese e gli ex ostaggi italiani Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. Questi ultimi due, assieme a Stefio e a Fabrizio Quattrocchi, furono catturati in Iraq il 12 aprile 2004 e liberati dopo 56 giorni. Quattrocchi fu invece ucciso

19 Novembre 2009

BARI - L'ambasciatore italiano in Iraq, Gianludovico De Martino, «venne in un’occasione all’hotel Babylon di Baghdad con la sua scorta di carabinieri del Tuscania per parlare della possibilità di affidare alla Dts l’incarico di scortare una personalità dell’ambasciata. De Martino parlò con Paolo Simeone, titolare della Dts, e vide noi che, armati, presidiavamo due piani dell’hotel». Lo ha detto Giampiero Spinelli deponendo in Corte d’assise a Bari dove è imputato con Salvatore Stefio di aver arruolato tre connazionali. 

Il trentacinquenne durante le tre ore circa di deposizione ha ripercorso tutte le tappe che lo portarono a lavorare per pochi giorni con la Dts a Baghdad, dopo aver firmato un accordo preliminare in tal senso con la Presidium di Stefio. Ha quindi aggiunto che per «l'accettazione del lavoro fu determinante il fatto che l’incontro durante il quale si parlò dell’ingaggio «si svolse nel porto di Bari su un’imbarcazione della Marina Militare» e che i contatti con lui, Umberto Cupertino e Vincenzo D’Adamo li curò direttamente «per conto della Presidium il sottufficiale della Marina, Erasmo Pinasco», in servizio in Sardegna nella Guardia Costiera. «Rimanemmo entusiasti dell’incontro perchè pensammo quasi che il lavoro avesse l’avallo della Marina», ha sostenuto l’imputato.

"IO NON HO RECLUTATO NESSUNO"
"All'arrivo in Iraq abbiamo subito avuto come datore di lavoro, ma solo per pochi giorni, la società Dts di Paolo Simeone e Valeria Castellani, fatto questo che era già previsto espressamente nell’accordo preliminare firmato il primo aprile 2004 con la 'Presidium' di Salvatore Stefio". Lo ha spiegato Giampiero Spinelli deponendo dinanzi alla Corte d’assise di Bari. 

Spinelli è imputato nel processo assieme a Salvatore Stefio con l’accusa di aver reclutato Didri Forese e gli ex ostaggi italiani Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. Questi ultimi due, assieme a Stefio e a Fabrizio Quattrocchi, furono catturati in Iraq il 12 aprile 2004 e liberati dopo 56 giorni. Quattrocchi fu invece ucciso. “Non ho mai avuto soldi, neppure a titolo di rimborso spese di viaggio dalla Presidium, che attraverso Stefio, contattò me, Cupertino, Agliana e Forese per andare in Iraq”, ha riferito Spinelli. “Il rimborso per le spese di viaggio – ha sottolineato – lo abbiamo avuto dalla Dts. Inoltre, con Simeone e Castellani facemmo riunioni e discutemmo del contratto che prevedeva servizi di sicurezza e scorta per personale della statunitense Bearing Point, impegnato nella ricostruzione. Questo lavoro, però, non andò a buon fine perchè il personale della società americana decise di annullare il viaggio in Iraq. Quindi, i colleghi che poi furono sequestrati decisero di tornare in Italia, io fui invece assunto dalla statunitense Dyncorp International”. Secondo l’accusa, invece, furono Stefio e Spinelli, ritenuti soci della 'Presidium', ad arruolare i propri connazionali violando l’art.288 del Codice penale che vieta agli italiani di organizzare servizi di scorta e di vigilanza negli Stati in cui l'Italia ha in corso interventi militari, anche di peacekeeping. 
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