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In Puglia e Basilicata

RyanAir ed Enac litigano  sui documenti d’imbarco

RyanAir ed Enac litigano  sui documenti d’imbarco
di FRANCO GIULIANO
La legge italiana prevede che «un passeggero che intenda imbarcarsi negli aeroporti italiani su un aereo in servizio su una tratta nazionale può presentare, al momento dell’imbarco, qualsiasi documento di identità valido: oltre naturalmente al passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il modello Atbt (tessere ministeriali di riconoscimento munite di fotografia). O comunque qualsiasi documento che abbia le caratteristiche stabilite nel Dpr 445 del 2000». Ma RyanAir non ne vuole sapere 

18 Novembre 2009

di FRANCO GIULIANO 

BARI - Qual è il documento valido per imbarcarsi su un aereo da e per Italia? La legge italiana prevede che «un passeggero che intenda imbarcarsi negli aeroporti italiani su un aereo in servizio su una tratta nazionale può presentare, al momento dell’im - barco e/o nei successivi controlli, qualsiasi documento di identità valido: oltre naturalmente al passaporto (obbligatorio per i paesi fuori dalla Ue), la patente di guida, la patente nautica, il modello Atbt (tessere ministeriali di riconoscimento munite di fotografia). O comunque qualsiasi documento che abbia le caratteristiche stabilite nel Dpr 445 del 2000 che riguarda anche i documenti di identità e di riconoscimento purchè munite di foto, di timbro rilasciate da una amministrazione dello Stato». 

«Questo - spiega il direttore dell’ Enac-Puglia Antonio Lattarulo che ha sollevato per primo il caso emanando una ordinanza recepita poi dall’Enac nazionale e diffusa su tutto il territorio nazionale - dice la legge. Questo è quanto abbiamo spiegato alla compagnia Irlandese RyanAir che invece pretende di chiedere a tutti i passeggeri la patente o il passaporto, anche sulle tratte nazionali. Una limitazione che confligge con il diritto alla mobilità dei passeggeri e con la norma prevista dal Dpr 445, art. 35». 

Secondo RyanAir invece «l'Enac così facendo «vuole imporre di accettare come documenti di identità per l’imbarco dei passeggeri anche le licenze di pesca. Il che rappresenta «un problema di sicurezza». E avverte che: «se non vengono ritirate le ordinanze - avverte la compagnia - rallenteremo o cancelleremo l'apertura delle nuove basi di Bari e Brindisi», avverte l’ad di Ryanair, Michael O'Leary». 

La questione rischia però di avere effetti in tutti gli aeroporti italiani nei quali opera Ryanair. L’Enac insiste codice alla mano: «che si tratta semplicemente di applicare la legge che prevede la validità di diversi tipi di documenti, anche le licenze, e comunque tutti quelli rilasciati dai ministeri». «In questo modo - continua il direttore Enac di Bari e Brindisi, - abbiamo evitato che Ryanair, anche sulle tratta Bari-Pisa continuasse a pretendesse da un passeggero minorenne - così come è accaduto nei giorni scorsi - un certificato di identità nientedimeno dalla questura». Per uniformare la procedura di accettazione in tutta Italia, nei giorni scorsi (l’11 novembre) il direttore generale dell’Enac ha quindi emanato direttive alle direzioni aeroportuali e sono partite le prime ordinanze a livello locale (in Puglia, ma già anche in Sardegna) per imporre le regole italiane sui documenti di identità alle compagnie che non le stanno rispettando. Il primo verbale (con una sanzione che va dai mille ai 6mila euro di multa) è stato emesso dalla polizia aeroportuale il 5 novembre scorso proprio in Puglia. In questo caso a carico di Aeroporti di Puglia (non essendo Ryanair rappresentata da personale proprio) «per non essersi, la società aeroportuale, adeguata a rispettare le indicazioni dell’Enac ed avere invece adottato le regole imposte dalla compagnia». Ryanair da parte sua «non ci sta». 

«Oggi - spiega la compagnia - abbiamo il check-in via internet per il 100% dei nostri passeggeri ed è quindi ancora più importante avere regole semplici ed efficaci. I nostri dipendenti non possono avere dimestichezza con tanti tipi di documenti, i più vari, perfino le licenze di pesca. Non lo possiamo accettare perchè è un problema di sicurezza dei nostri passeggeri». L’Enac sul tema della sicurezza risponde che «invece «ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di persone che si sono imbarcate in vari aeroporti nazionali, anche in possesso di documenti diversi dal passaporto e dalla carta d’identità, da cui sembrerebbe che la compagnia Ryanair talvolta riesca a superare i presunti problemi di sicurezza ricorrendo al pagamento di una penale per i passeggeri in possesso di altri documenti di riconoscimento».
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