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In Puglia e Basilicata

La strada dei trulli  un’offesa all’ambiente

La strada dei trulli  un’offesa all’ambiente
Il WWF Puglia dichiara la sua netta contrarietà alla realizzazione della cosiddetta “strada dei colli”, un tracciato, vecchio 40 anni, di quasi 5 km, fra Cisternino ed Ostuni, a doppio senso di marcia e con un gran numero di curve e dislivelli. Contro tale progetto è intervenuto il Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Cisternino. La risposta dell’Assessore regionale Angela Barbanente è stato di minimizzare gli impatti ambientali che provocherebbe la strada
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18 Novembre 2009

di MILENA FUMAROLA 

CISTERNINO - Il WWF Puglia dichiara la sua netta contrarietà alla realizzazione della cosiddetta “strada dei colli”, un tracciato, vecchio 40 anni, di quasi 5 km, fra Cisternino ed Ostuni, a doppio senso di marcia e con un gran numero di curve e dislivelli. Contro tale progetto è intervenuto nei giorni scorsi, con una lettera aperta indirizzata al Presidente Vendola, il Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Cisternino. Per la Regione ha risposto l’Assessore Angela Barbanente che, dopo aver ammesso “i limiti alla discrezionalità regionale nella valutazione della compatibilità paesaggistica di progetti infrastrutturali proposti dagli Enti locali”, minimizza gli impatti ambientali che provocherebbe la strada. 

«È evidente - secondo il Wwf - la volontà dell’assessore di rassicurare, ma il WWF Puglia non si è tranquillizzato, condividendo invece l’allarme dei cittadini, ed è, pertanto, sceso in campo insieme alle associazioni locali WWF Brindisi e WWF Terre di Basilio, realtà territoriali più direttamente interessate dall’ope - ra». 
«Il WWF Puglia - è scritto nella nota - disapprova l’opera in quanto priva d’esigenze realizzative effettive, mentre oggettivi e devastanti sono i relativi impatti ambientali e paesaggistici. La strada deturperebbe un territorio incontaminato, ricco, peraltro, d’olivi secolari. Ma, come i cittadini di Cisternino hanno già evidenziato, l’impatto distruttivo di un simile progetto sulla Valle d’Itria non deriverebbe solo direttamente dalla strada ma anche indirettamente dalla cementificazione speculativa che con ogni probabilità potrebbe avviarsi, realizzata l’opera. A conferma di questa possibilità, non mancano dei precisi segnali d’allarme come l’accorciamento dei tempi per la realizzazione della carreggiata per poter accedere ad un finanziamento entro fine anno 2009 e la potenziale lottizzazione di una nuova area che si svilupperebbe lungo la strada, com’è emerso nella seduta del Consiglio di Cisternino dello scorso 27 ottobre». 

Il WWF Puglia non è favorevole alla realizzazione dell’opera anche perché non avrebbe una ricaduta positiva in termini di sicurezza stradale, considerato il gran numero di curve e dislivelli previsti nel tracciato. 
«Notevoli - evidenzia il WWF Terre di Basilio - saranno le alterazioni morfologiche e idrogeologiche provocate dalla strada direttamente e indirettamente per la cementificazione indotta. L'area d’intervento ricade, infatti, esattamente a monte del territorio compreso tra Fasano ed Ostuni, in cui negli ultimi anni si sono verificati eccezionali eventi alluvionali con notevoli danni ambientali ed economici ai terreni ed ai centri abitati di Montalbano e Speziale, fino ai centri turistici e la zona Parco sulla costa fra Torre Canne ed il Pilone». 

Oltre ad aggravare un equilibrio idrogeologico già fragile e delicato e a compromettere definitivamente una delle aree più belle e significative del comprensorio, la strada andrebbe a sfiorare il crinale in un punto dove vi è l’arco in pietra di “Chiantedda” che, si narra, fosse stato riferimento per l'imperatore Federico II nei suoi passaggi sulle nostre terre. 
Il WWF Brindisi auspica altresì un intervento dell'amministrazione Provinciale per una notevole revisione del progetto con adeguamento dell’esistente strada provinciale Ostuni-Cisternino. È, una delle soluzioni, per recuperare i fondi a disposizione e, soprattutto, non privare la frazione di Casalini del flusso veicolare con il quale mantiene vitale il proprio tessuto economico, evitando di deturpare uno dei più caratteristici e incontaminati luoghi della Provincia di Brindisi, meta di numerosi visitatori e ricercatori italiani e stranieri.
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