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In Puglia e Basilicata

Studenti in corteo «Diritto allo studio»

Studenti in corteo «Diritto allo studio»
BARI - Partiti da piazza Umberto dinanzi alla sede dell’Ateneo barese, gli studenti di istituti superiori ed Università hanno attraversato alcune strade del centro cittadino raggiungendo anche la sede del Consiglio regionale dove una delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio, Pietro Pepe e dal presidente della sesta commissione consiliare, Carlo De Santis

17 Novembre 2009

BARI - Oltre un migliaio di studenti universitari e medi ha manifestato questa mattina a Bari nell’ambito della giornata internazionale del diritto allo studio. Gli studenti, partiti da piazza Umberto dinanzi alla sede dell’Ateneo barese, hanno attraversato alcune strade del centro cittadino raggiungendo anche la sede del Consiglio regionale dove una delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio, Pietro Pepe e dal presidente della sesta commissione consiliare, Carlo De Santis. Gli studenti hanno chiesto e ottenuto notizie sull'iter della legge regionale sul diritto allo studio che entrerà in vigore nel 2010 e prevede 50 milioni di investimenti per borse di studio, servizi mensa e trasporto, carta degli studenti e misure per facilitare l’inserimento scolastico degli immigrati.

Nel corso della manifestazione gli studenti – circa 5.000 secondo gli organizzatori e 1.000 secondo la questura – insieme con docenti e ricercatori, hanno protestato contro la privatizzazione di scuole e atenei, i “baroni e i professori inadeguati” e il taglio della rappresentanza studentesca. Il corteo di studenti si è mosso da piazza Umberto, per raggiungere via Quintino Sella, via Capruzzi – sfilando sotto la sede della Regione Puglia – è poi rientrato in centro attraverso il sottopasso Luigi di Savoia per poi raggiungere la facoltà di Giurisprudenza dove gli studenti si sono riuniti in assemblea nell’atrio dell’università. Qui hanno discusso, fra l’altro, dei tagli e della riforma Gelmini e hanno chiesto per la scuola e l’università attrezzature di nuova concezione, risorse finanziare adeguate e il ricambio generazionale della classe docente.
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