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In Puglia e Basilicata

Agricoltori pugliesi in piazza il reddito è in caduta libera

Agricoltori pugliesi in piazza il reddito è in caduta libera
Confagricoltura annuncia lo sciopero della categoria con presìdi e un corteo che si terrà il 4 dicembre a Bari. La Puglia si sente discriminata. Le risorse del governo e l’azione rivendicativa nei confronti dell’Ue paiono limitarsi agli operatori del Nord. Dal 2000 i ricavi sono dimunuiti del 20%
• Il governo alle Regioni: «Entro dieci giorni un piano straordinario»
• Il comparto Puglia è il 9,3% del prodotto nazionale

17 Novembre 2009

di BIANCA TRICARICO

Anche la Puglia è impegnata nella mobilitazione di Confagricoltura contro la crisi dei mercati agricoli in vista dell'approvazione della prossima Finanziaria; mobilitazione che culminerà il 4 dicembre a Bari con una manifestazione alla quale parteciperanno il presidente nazionale, Federico Vecchioni e il ministro Raffaele Fitto. In conferenza stampa ieri sono state presentate a Bari le iniziative sullo stato di crisi dell'agricoltura messe a punto dall'organizzazione degli imprenditori agricoli che conta in Italia 564 mila associati (pari al 45% del valore totale della Produzione Lorda Vendibile e a 24 milioni di giornate lavorative su un totale di 48 milioni). Al momento nella Finanziaria non sono previste risorse sotto forma di incentivi per il settore primario, come è invece avvenuto per industria e commercio, ad eccezione della proroga degli sgravi per l'agricoltura estesa al 2010 che è già passata al Senato. Le imprese agricole sono strette da un aumento dei costi e da un calo delle quotazioni all'origine che ne riduce notevolmente la redditività. Il reddito degli agricoltori italiani dal 2000 ad oggi è sceso, infatti, di quasi il 20% con un crollo dei prezzi di produzione del 13% e un aumento invece dei prezzi dei mezzi agricoli del 30%. Confagricoltura ritiene che la crisi sia essenzialmente sul fronte della domanda, sia interna che estera e colpisce anche le filiere della qualità certificata(Dop e Igp) che mostrano segnali di cedimento. Le misure anticrisi messe a punto dagli imprenditori agricoli vanno da interventi per le assicurazioni per le calamità naturali, alle agevolazioni contributive in materia di previdenza agricola per le zone montane e svantaggiate, all'estensione delle misure della "Tremonti ter" . 

In particolare Confagricoltura propone: 
• Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, con le risorse necessarie per l'assicurazione agevolata per le campagne 2008/2009; si tratta di uno strumento essenziale di copertura rischi per le imprese del settore, che ha permesso forti risparmi per lo Stato rispetto ai tradizionali interventi creditizi e contribut ivi. 
•  Proroga delle agevolazioni fiscali in materia di accise sul gasolio agricolo, acquisto terreni per la proprietà coltivatrice e rivalutazione dei terreni agricoli. 
•  Conferma delle agevolazioni contributive a favore delle imprese agricole che operano in zone montane e svantaggiate che scadono a fine anno. Contestuale riduzione del cuneo fiscale delle aree non agevolate del Centro-Nord. 
•  Incentivi per imprenditorialità giovanile: si sollecita l'allungamento della rinegoziazione dei mutui accesi al 31 dicembre 2008. 
•  Estensione della "Tremonti ter" alle imprese agricole individuali per gli investimenti effettuati in macchinari e attrezzature agricole. Il neopresidente di Confagricoltura Puglia, Paolo Leccisi, ha polemizzato sul fatto che alla Comunità Europea si parli solo di latte e zootecnia,trascurando il Mediterraneo e le produzioni ortofrutticole .

«Il settore agricolo è rigido, con investimenti a lungo termine che devono essere collocati all'interno di politiche agricole di sostegno; per questo chiediamo che venga creato un Commissario Europeo del Mediterraneo.Oltretutto all'agricoltura ecocompatibile la stessa Comunità attribuisce oggi compiti importanti sul piano della tutela dell'ambiente e della sicurezza alimentare che consentiranno di risparmiare sulla spesa sanitaria e per l'ambiente».
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