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In Puglia e Basilicata

«Prezzi troppo bassi»  Olivicoltori canosini scendono in piazza

«Prezzi troppo bassi»  Olivicoltori canosini scendono in piazza
La crisi del settore olivicolo sta pesando sulla economia locale, a farne le spese sono stati prima i produttori delle percoche, poi quelli dell'uva ed oggi gli olivicoltori. Una situazione di crisi che viene, si può dire, da lontano. I prezzi del mercato non riescono a coprire i costi della produzione, uniti a quelli della raccolta. Perciò il mondo agricolo questa mattina (lunedi 16 novembre) scende in piazza
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16 Novembre 2009

di ANTONIO BUFANO 

CANOSA - La crisi del settore olivicolo sta pesando sulla economia locale, che si bassa in prevalenza sui prodotti della terra. A farne le spese sono stati prima i produttori delle percoche, poi quelli dell'uva sia da vino che da tavola ed oggi gli olivicoltori. Una situazione di crisi che viene, si può dire, da lontano e che ha costretto gli imprenditori agricoli ad abbandonare, addirittura, i prodotti maturi sulla pianta. I prezzi del mercato non riescono a coprire i costi della produzione, uniti a quelli della raccolta. C'è preoccupazione nelle famiglie degli agricoltori, che non intravedono nessuna prospettiva. Anzi vedono aggravarsi giornalmente la situazione di crisi. 

Perciò il mondo agricolo questa mattina (lunedi 16 novembre) scende in piazza. Il corteo, organizzato dall'associazione «Insieme per l'agricoltura» unitamente ai movimenti spontanei degli imprenditori agricoli, si snoderà lungo le principali strade della città e partirà da via Settembrini, ove confluiranno i manifestanti a bordo dei trattori. 
Alla manifestazione di protesta contro la continua discesa del prezzo dell'olio prenderà, quindi, parte l'intero comparto agricolo: dai produttori agli agricoltori e ai braccianti. Quanti speravano di recuperare, anche se in parte, le perdite subite dalla vendita delle percoche e dell'uva, hanno dovuto cambiare idea ed amaramente constatare che si è ancora interamente dentro il tunnel della crisi, che investe l'intero comparto agricolo. Il mercato dell'olio si è, purtroppo, assestato su quotazioni molto basse: 280 euro al quintale per l'olio extravergine e circa 30 euro al quintale per le olive. Quotazioni, queste, che potrebbero continuare a scendere sulla spinta anche della resa molto bassa delle olive. Si tratta di un mercato dei prezzi, che unito alla competizione con i paesi del Mediterraneo, non può che scoraggiare gli imprenditori agricoli ed aumentare le tensioni all'interno del comparto produtt ivo. 

Gli organizzatori fanno sapere che quella di stamattina potrebbe essere solo la prima delle azioni di lotta, in quanto sono intenzionati a portare avanti a tempo indeterminato la mobilitazione. Mentre gli imprenditori agricoli si organizzano per protestare contro la crisi del settore olivicolo, la segreteria dell’Italia dei Valori ieri ha distribuito due volantini: uno a proposito della centrale a biomasse, l’altro sulla situazione dell’agricoltura. 

«Il sindaco Francesco Ventola - si accusa - lascia morire l'agricoltura». «Tutti noi ricordiamo - scrive Leonardo Piscitelli dell'IdV - il programma elettorale presentato dal candidato sindaco Francesco Ventola, che annunciava che prima di tutto bisognava preoccuparsi dello sviluppo economico della città. Oggi, giunti a metà legislatura, nel chiedere al primo cittadino che fine ha fatto lo sviluppo economico programmato, denunciamo lo stato di forte disagio degli agricoltori, costretti, se ci riescono, a svendere i terreni e a chiudere bottega. Le promesse erano numerose, in particolar modo quelle sull'agricoltura. La situazione attuale del comparto agricolo è sotto gli occhi di tutti e specialmente degli stessi agricoltori che continuano a vendere i prodotti per pochi spiccioli e le loro aziende agricole continuano a fallire».
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