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A Cerignola l'inceneritore dei veleni, tra le proteste

A Cerignola l'inceneritore dei veleni, tra le proteste
Anche se i dimostranti del 2006 hanno ormai smobilitato, restano residui di amor proprio nella popolazione di residenti a Borgo Tressanti che intendono tirar fuori dalla faretra le ultime frecce rimaste, riguardo alla vicenda dell’inceneritore da quasi 60 megawatt termici in cui lavori di costruzione nella vicina località “Paglia” sono appena iniziati
• A Lucera saranno installate 160 pale eoliche, ma non si conosce ancora il ricavato

15 Novembre 2009

di ANTONIO TUFARIELLO

CERIGNOLA - Anche se le truppe del dimostranti del 2006 hanno ormai smobilitato, restano residui di amor proprio nella popolazione di residenti a Borgo Tressanti che intendono tirar fuori dalla faretra le ultime frecce rimaste, riguardo alla vicenda dell’inceneritore da quasi 60 megawatt termici in cui lavori di costruzione nella vicina località “Paglia” sono appena iniziati dopo la costruzione dell’impianto per la lavorazione del “cdr”. 

La prossima settimana potrebbe aver luogo un incontro pubblico il cui massimo obiettivo da raggiungere, al momento, pare quello di indurre le istituzioni preposte ad effettuare, fin da subito, un campionamento di terreni, acqua ed aria, al fine di confrontare i dati con quelli che saranno rilevati dopo l’entrata in esercizio dell’inceneritore. Nessuno più si illude di opporre argomenti tali da poter impedire la prosecuzione dei lavori che l’Eta Spa, società del Gruppo Marcegaglia, ha commissionato alle imprese chiamate a realizzare la struttura. 

Ed a fare da spartiacque tra la speranza e la rassegnazione è stata proprio la concessione del via libera ambientale da parte della Regione Puglia a conclusione di un iter durato, per varie ragioni, quasi dieci anni e con largo impiego di contributi pubblici. Non a caso, all’epoca della presentazione del progetto, la società proponente aveva pensato da una centrale, a biomasse, con una potenza appena inferiore ai 50 megawatt termici, potenza per la quale non era obbligatoria la valutazione di impatto ambientale. Nel frattempo le cose sono cambiate: la potenza è salita a quasi 60 megawatt e le biomasse sono scese circa al 20% con l’80” da “bruciare” nell’impianto, costituito da combustibile da rifiuti. 

L’amare verità e certezza è che l’inceneritore, pardon ” il termovalorizzatore”, si farà. Ad impedirlo potrebbe esser soltanto il riscontro della eventuale discrasia tra il progetto ed il manufatto che sarà realizzato. Il commissario prefettizio Michele Di Bari, ha apertamente dichiarato di essere al fianco della gente di Tressanti e Posta Angeloni. Silenzio eloquente, invece, da parte delle amministrazioni comunali di Orta Nova, Stornara, Stornarella, Ordona e Carapelle (quest’ultima alle prese con la centrale Caviro da 11 megawatt, un affaire infarcito da dichiarazioni a doppio gusto sia della maggioranza che dell’opposi - zione) e soprattutto, assordante, quello delle organizzazioni agricole che tre anni fa avevano affiancato il Comune di Cerignola in una vibrante protesta e nel fermo «no, all’inceneritore». Oggi, nel migliore dei casi, l’indifferenza di talune istituzioni comunali e delle organizzazioni agricole sa di rassegnazione. 

Fermo restando che il via libera all’inceneritore (uno per Provincia) risponde ad una programmazione regionale che, di suo, gestisce anche la questione – rifiuti, resta da capire fino a quando certi territori, già storicamente penalizzati e che faticano e non poco a sopravvivere alla meglio, dovranno essere considerati terra di conquista, con l’insediamento di centrali di vario genere e “parchi" eolici che al territorio non giovano affatto, né sotto il profilo ambientale che paesaggistico e che oltretutto producono “energia pulita” in una regione che già o qualche anno fa produceva il 30% in più del suo fabbisogno. E viene da chiedersi: possibile che il dio del vento abbia gratificato, si fa per dire, solo certe zone in provincia di Foggia, Avellino e Campobasso? O non sarà per caso che, in tempi di deregulation, gli installatori hanno avuto facile gioco, in realtà economicamente depresse, elargendo solo qualche mancia?
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