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Lecce, consulente d'oro (da 800mila euro) forniva solo pareri orali

Lecce, consulente d'oro (da 800mila euro) forniva solo pareri orali
Ha percepito circa 800mila euro di compensi, in ben 9 anni, come consulente giuridico-economico dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone, senza produrre uno straccio di relazione sulla sua attività a Palazzo Carafa». Ecco sintetizzato quello che Carlo Salvemini e Carlo Banincasa, ieri, hanno definito lo «strano caso del professor Massimo Buonerba». Il docente avrebbe dovuto, secondo quanto previsto dalla Convenzione sottoscritta nel ‘98 e confermata nel 2002, fornire relazioni trimestrali. «Ma le ha fatte oralmente» replicano i dirigenti del Comune.

15 Novembre 2009

LECCE - E' stato retribuito con ben 800mila euro in nove anni, senza mai produrre uno straccio di relazione sulla propria attività». Carlo Salvemini e Carlo Benincasa lo definiscono lo «strano caso del professor Massimo Buonerba». 

E, in proposito, ieri mattina, i due esponenti del Pd hanno tenuto una conferenza stampa nella sede del partito, in via Milizia. Buonerba è stato consulente giuridico-economico dell'ex sindaco Adriana Poli Bortone. Nominato nel '98 e confermato nel 2002, di fatto ha mantenuto l’incarico sino al 2007, anno di elezione di Paolo Perrone sulla poltrona più importante di Palazzo Carafa. Ed è stato, indubbiamente, uno dei più ascoltati consiglieri dell'ex sindaco. 

«Buonerba ricopriva un ruolo chiave nell’amministrazione Poli - ha ricordato ieri Salvemini - Va rilevata la sua presenza, sempre accanto a lei nei momenti istituzionali e nelle conferenze stampa, sempre pronto ad assisterla con suggerimenti pronunciati a mezza voce». Eppure non vi sarebbe alcuna traccia di pareri espressi dal professor Buonerba sulle questioni più “calde” degli ultimi anni a Palazzo Carafa. 

«Per capire come mai si sia potuto incorrere in inciampi e distrazioni nella predisposizioni di delibere, oggi sottoposte a severe censure politiche e ai delicati accertamenti giudiziari, pur potendo avvalersi di una così autorevole figura di consulente giuridico ed economico, abbiamo ritenuto potesse essere utile acquisire la documentazione ufficiale prodotta in quegli anni a supporto dell’attività del sindaco - hanno chiarito Salvemini e Benincasa - Certi di trovare dei dossier a firma del professor Buonerba su via Brenta, sull’emissione del Boc, sull’accordo di Programma del Polo umanistico, su Iskenia e via discorrendo. Un contributo utile e prezioso per individuare i presupposti tecnici, sui quali si è costruita, in quegli anni, l’azione amministrativa. Ma nulla risulta».

Come non risulterebbe, a seguito di apposita richiesta di Benincasa, alcuna relazione sull'attività svolta dal consulente. 

«In base all’articolo 5 della Convezione, siglata tra l’Amministrazione comunale e Buonerba, era previsto che quest'ultimo fornisse relazioni trimestrali circa l’attività svolta, in correlazione con gli obiettivi assegnabili e con gli indirizzi generali dell’amministrazione - ha spiegato lo stesso Benincasa - Abbiamo quindi chiesto copia delle circa quaranta relazione trimestrali che il professor Buonerba, in osservanza della Convenzione sottoscritta, obbligatoriamente doveva fornire all’Amministrazione comunale. Ma la risposta ufficiale, giunta lo scorso 3 novembre dalla dirigente Maria Teresa Romoli, ex capo di gabinetto del sindaco Poli Bortone, è stata: «Non ho mai ricevuto nulla al riguardo». Da qui, quindi, lo strano caso del professor Buonerba. E un'altra dirigente, Maria Luisa De Salvo, informalmente, mi ha risposto che non necessariamente le relazioni sono scritte, ma possono essere anche orali».

Nulla di scritto, quindi. «La città di Lecce ha sperimentato tra il 1998 e il 2007 la prima esperienza di consulenza nella Pubblica Amministrazione avente contenuto orale - hanno concluso Benincasa e Salvemini - Sorprendentemente, però, Buonerba è stato sempre regolarmente pagato, accumulando compensi negli anni pari a circa 800mila euro, dietro presentazione di regolare fattura vistata dal sindaco». 

Denaro di cui, secondo i due esponenti del Pd, ora Perrone potrebbe richiedere la restituzione: «Tutti sanno che davanti alla Tesoreria comunale ci sono file di creditori, che attendono sfiduciati il pagamento di quanto loro dovuto per prestazioni realmente eseguite, beni materialmente forniti, lavori visibilmente eseguiti, danni documentalmente subiti. I pignoramenti ammontano a circa 5 milioni di euro. Per loro oggi non ci sono risorse. Per chi ha svolto misteriose consulenze s’è pagato tutto e subito. Al sindaco Perrone, impegnato nel disperato riequilibrio dei conti pubblici, forse farebbe comodo poter ottenere al restituzione di quelle somme: gli strumenti giuridici non mancano».

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