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In Puglia e Basilicata

Casini: no al Pd se il candidato è Nichi Vendola

Casini: no al Pd se il candidato è Nichi Vendola
BARI - Il dado è tratto: l’Udc è pronta a far saltare l’«alleanza per il Sud» col centrosinistra se il candidato sarà Nichi Vendola. Ed ora tocca al Pd sciogliere il nodo, concordando coi centristi un candidato «modello Brindisi» (un esterno alla politica come lo fu Massimo Ferrarese alle ultime amministrative) o blindando Vendola, lasciando mani libere all’Udc che è pronta a correre da sola schierando in Puglia la leader «Io Sud» Adriana Poli Bortone.
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15 Novembre 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Il dado è tratto: l’Udc è pronta a far saltare l’«alleanza per il Sud» col centrosinistra se il candidato sarà Nichi Vendola. Ed ora tocca al Pd sciogliere il nodo, concordando coi centristi un candidato «modello Brindisi» (un esterno alla politica come lo fu Massimo Ferrarese alle ultime amministrative) o blindando Vendola, lasciando mani libere all’Udc che è pronta a correre da sola schierando in Puglia la leader «Io Sud» Adriana Poli Bortone.

Ieri il leader dello scudocrociato, Pierferdinando Casini, ha chiuso la conferenza programmatica del partito regionale scandendo parole chiare onde sgomberare il campo dalla «telenovela» del toto-candidati e del toto-alleanze che, ancora una volta, hanno nel suo partito il vero ago della bilancia delle prossime Regionali. «Lo dico da mesi, l’ho detto in spiaggia e lo ripeto qui: Vendola è per me una persona perbene ma non è compatibile, non può impersonificare l'alleanza per il Mezzogiorno a cui noi aspiriamo. Finiamola con questa telenovela: noi vogliamo la discontinuità e se non ci saranno condizioni nuove saremo noi a determinare percorsi nuovi».

In pratica, ribadendo il netto «no» alla ricandidatura di Vendola, Casini si dice pronto a tenere fede al patto stretto ormai da tempo col leader del Pd D’Alema per un’alleanza pro-Sud, ma che non sia il Pd a dire l’ultima parola: che si trovi insieme un candidato nuovo se si vuole replicare il successo di Brindisi. Diversamente, «auguro agli amici del centro sinistra la migliore sorte se ritengono di andare per quella strada, ma non possono pensare di non aver capito quello che ho detto. Rispetto il centrosinistra se ritiene di riproporre la giunta Vendola, noi non possiamo far parte di questa eventuale esperienza perché crediamo che serva, anche simbolicamente, un segno di discontinutà forte nella guida».

Casini, pur prendendo le distanze dal governatore anche nelle sue vesti di leader di Sinistra e Libertà, lo difende sul caso dell’informativa alla Procura, sgomberando il campo della politica dai gossip giudiziari: «Mi ripugna il macabro toto-avviso di garanzia che riguarda Vendola. Per me tutti questi sciacalli che sperano di eliminare l’avversario politico sulla base della decisione di un magistrato mi fanno schifo. Lo dico con grande chiarezza». Ma non per questo molla sul progetto, che non prevede - nell’eventuale patto col Pd - il governatore uscente. «Se domani a Vendola arriva un avviso di garanzia, a me non cambia niente. Io lo ritengo una persona onesta e lo riterrei una persona perbene anche domani: ha le sue idee, che io rispetto, e ha dimostrato di fare battaglie politiche con grande coraggio e dignità. Ma non ci interessano le alchimie, le primarie, i soldati: il centrosinistra se vuole andare avanti su questa strada - ha detto - è nella sua piena legittimità, ma proprio perchè rispettiamo questa scelta noi chiediamo la reciprocità, chiediamo agli altri di rispettare la nostra scelta di non far parte di questa giunta». Via anche il discorso sulle possibili poltrone di qualche assessore Udc nella futura giunta Vendola, su cui pure i dirigenti locali hanno trattato: «Sono discorsi - dice - che interessano quattro persone, ma non l’Udc. Noi non siamo stati e non saremo il tacchino con cui imbandire i tavoli delle feste». Anzi, sarà l’Udc a dire l’ultima parola sull’alleanza per il Sud: «quel progetto non può prescindere da noi, ma non lasceremo il nostro destino in mani altrui». Di sicuro «c'è bisogno di qualcosa di diverso della riproposizione degli schemi nazionali in Puglia». La porta è aperta, ora tocca al Pd dire la sua.

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