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In Puglia e Basilicata

Crisi, un brindisino su quattro è disoccupato

Crisi, un brindisino su quattro è disoccupato
di PIERLUIGI POTÌ 
Nel dettaglio, il totale dei disoccupati (di coloro, cioè, che si sono dichiarati immediatamente disponibili al lavoro) al 30 giugno 2009 sono ben 64.690 su una popolazione “attiva” pari a 270.309. Di essi, 27.895 sono maschi (su un dato complessivo pari a 132.578, con una percentuale del 21,04%), 36.795 femmine (su un totale di 137.731, con una percentuale del 26,72%). La situazione peggiore è riscontrabile a Torchiarolo, “maglia nera” quanto a disoccupazione con una percentuale del 30,2% (1.002 disoccupati su 3.318 potenziali “arruolabili”), seguita da San Pancrazio con il 28,55% (1.947 su 6.820), dal capoluogo con il 26,62% (16.201 su 60.868), da Ceglie con il 26,53% (3.588 su 13.523) e da Mesagne con il 26,2% (4.806 su 18.341)

14 Novembre 2009

BRINDISI - La fase più acuta della crisi - così come sostiene il Governo - è davvero ormai alle spalle? Si può, cioè, parlare... razionalmente di una sia pur lenta ripresa economica? Gli inquietanti interrogativi sono ormai sulla bocca di tutti e, a prescindere dalla rispondenza o meno al vero di quanto sostiene il premier, l’unica cosa da fare veramente è... auspicarselo con tutto il cuore. Certo è che, guardando i dati (quanto mai impietosi) relativi al tasso di disoccupazione riscontrati nella provincia di Brindisi, tutto sembrerebbe tranne che la crisi stessa stia volgendo al termine. Magari sarà pure così al centro-nord, ma al sud la “sofferenza” - quanto a scarse opportunità di lavoro, numero crescente di cassintegrati e aziende che chiudono con una facilità senza precedenti - continua a sentirsi e a pesare sulle spalle di tante famiglie. 

Una eloquente chiave di lettura di queste “ombre” che ancora si addensano sul nostro territorio discende dal numero di persone in cerca di lavoro, così come evidenziato dal Centro di impiego territoriale della Provincia di Brindisi. Un flusso quanto mai consistente che “inchioda” la percentuale media di disoccupazione in un quanto mai emblematico 23,93% (che rapportato ai dati di fine scorso millennio - pari al 16-17% - denota un chiaro ed inquietante aggravarsi della situazione lavorativa in provincia). 

Nel dettaglio, il totale dei disoccupati (di coloro, cioè, che si sono dichiarati immediatamente disponibili al lavoro) al 30 giugno 2009 sono ben 64.690 su una popolazione “attiva” pari a 270.309. Di essi, 27.895 sono maschi (su un dato complessivo pari a 132.578, con una percentuale del 21,04%), 36.795 femmine (su un totale di 137.731, con una percentuale del 26,72%). La situazione peggiore è riscontrabile a Torchiarolo, “maglia nera” quanto a disoccupazione con una percentuale del 30,2% (1.002 disoccupati su 3.318 potenziali “arruolabili”), seguita da San Pancrazio con il 28,55% (1.947 su 6.820), dal capoluogo con il 26,62% (16.201 su 60.868), da Ceglie con il 26,53% (3.588 su 13.523) e da Mesagne con il 26,2% (4.806 su 18.341). 

Oltre il 20% di tasso di disoccupazione, troviamo tanti altri comuni - Cellino (26,02%), Francavilla (25,81%), San Pietro (25,35%), Latiano (24,89%), Oria (23,16%), Villa Castelli (22,71%), Ostuni (21,87%), San Vito dei Normanni (21,43%), Erchie (21,09%), Cisternino (20,96%) e Carovigno (20,01%) - mentre i più “fortunati” (se così si possono definire) sono i residenti di San Michele (19,78%), Fasano (19,77%), Torre Santa Susanna (19,08%) e, soprattutto, San Donaci che con i suoi 981 disoccupati su 5.542 abitanti virtualmente “occupabili” (con una percentuale del 17,7%) rappresenta quasi... un’isola felice. 

La situazione appena descritta è già di per sè deficitaria. Ma lo diviene ancor di più se si raffrontano questi dati con quelli evidenziati lo scorso anno: nel 2008, infatti, la percentuale di disoccupati nella provincia di Brindisi risultò pari al 22,33% (l’1,6% in meno rispetto al giugno 2009), con 60.351 persone immediatamente disponibili al lavoro (quindi, 4.339 in meno rispetto a sei mesi dopo) su un totale (analogo) di 270.309 brindisini “arruolabili”. Nello specifico, il quadro è, dunque, peggiorato in tutti i comuni della provincia, con picchi sostanziosi a Torchiarolo (che conferma la sua - non certo invidiabile - leadership in negativo) con un +2,78%, seguito da San Pietro (+2,26%), Cellino (+2,09%) e Carovigno (+2,07%). Il capoluogo, invece, ha avuto un incremento di tasso di disoccupazione in soli sei mesi pari all’1,64%. Uno sguardo anche all’incidenza del livello di disoccupazione in relazione alle varie fasce d’età. 

A Brindisi, dei 16.201 cittadini immediatamente disponibili al lavoro, 373 sono di età sino a 19 anni; 2.047 di età compresa fra i 20 e i 24 anni; 2.434 fra i 25 e i 29 anni; 2.637 fra i 30 e i 34; 2.396 fra i 35 e i 39; 1.901 fra i 40 e i 44; 2.615 fra i 45 e i 54 anni; 1.798 oltre i 55 anni di età. Complessivamente, invece, con riguardo all’intero territorio provinciale, al primo posto nella graduatoria dei “dispera - ti” spiccano i cittadini di età compresa fra i 45 e i 54 anni (10.624), seguiti dalla fascia d’età 30-34 anni (10.164), da quella 25-29 (9.301) e da quella ricompresa fra i 35 e i 39 anni (8.861). I più “fortunati” nel trovare lavoro - esclusi tutti coloro rientranti nella fascia sino ai 19 anni (che comprende una buona percentuale di chi intraprende gli studi universitari) sono, invece, coloro che rientrano nella fascia fra i 40 e i 44 anni (“soltanto” 7.460). Questi, insomma, sono i dati... nudi e crudi di una situazione che, nel complesso - come detto - volge decisamente al peggio. Per questo motivo - riagganciandoci al discorso iniziale - non resta altro da fare che sperare che la crisi sia effettivamente alle spalle. Ma per averne contezza (o, auspichiamo, certezza) non resta che attendere l’aggiornamento dei dati sul tasso di disoccupazione, previsto per fine anno.
di PIERLUIGI POTÌ
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