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In Puglia e Basilicata

Tra la polvere di terra rossa una generazione inquieta che deve andar via per vivere

Tra la polvere di terra rossa una generazione inquieta che deve andar via per vivere
«Polvere di terra rossa» più di un romanzo è quasi un diario dove Anna Ivana Madaghiele, autrice latianese, racconta di una Agnese che come lei è dovuta emigrare dalla Puglia per trovare lavoro. «Forse sarebbe iniziata una vita nuova – si legge quasi in chiusura del romanzo – dove il presente sarebbe stato pensato come tale e non come ricerca del passato»

13 Novembre 2009

Lo scoramento di una generazione sospesa a metà, che subisce lo sradicamento dai propri affetti e luoghi di nascita, sogna il ritorno, non riesce a pieno ad assumersi tutte le responsabilità che l'età adulta imporrebbe, che sogna il passato e con questo peso non riesce a slanciarsi nel futuro. «Polvere di terra rossa» più di un romanzo è quasi un diario dove Anna Ivana Madaghiele, autrice latianese, racconta di una Agnese che come lei è dovuta emigrare dalla Puglia per trovare lavoro. 

«Sì, l'essenza di questo sradicamento è il filo che mi lega ad Agnese – spiega la Madaghiele -. D'altro canto questo libro è nato così, mi è sempre piaciuto scrivere, ho sempre scritto poesie e la storia di Agnese mi è uscita senza pensare coscientemente che poteva diventare un libro». 
Ivana Madaghiele vive ormai da 10 anni nel Modenese, Agnese da sette anni vive in una città dove ci si sposta in bicicletta, dove il sabato si va a fare la spesa alla coop. 

«Ti trasferisci al Nord come per un matrimonio di interesse – sottolinea l'autrice – non è mai per amore. Si arriva in questi territori estranei perché ci sono le industrie, c'è lavoro, ma si arriva anche con il vuoto intorno e per questo è poi difficile integrarsi». 

Agnese ed il marito Luigi in «Polvere di terra rossa» vivono insieme eppure senza reale comunione, seguono i ritmi della vita scandita tra lavoro-casa-amici (rigorosamente meridionali come loro) nell'attesa di scendere giù per ritrovare i profumi della vita precedente, la famiglia, gli amici di quando si era felici. E sarà proprio durante una lunga e densa estate pugliese che emergeranno le contraddizioni di questa coppia come tante, con «la vita intorno ad un banale lavoro»: Agnese si ritroverà innamorata come una ragazzina di Fabio, ma come una donna adulta capirà quali sono le sue responsabilità e la sua vera felicità. 

«Forse sarebbe iniziata una vita nuova – si legge quasi in chiusura del romanzo – dove il presente sarebbe stato pensato come tale e non come ricerca del passato». 
Ma Ivana come si trova in Emilia-Romagna? «Sto cercando di costruire la mia felicità». (Rita Schena)
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