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In Puglia e Basilicata

Trani sotto la buona  stella di Davide

Trani sotto la buona  stella di Davide
Si è ufficialmente inaugurato alcuni giorni fa a Trani il Museo ebraico, realizzato su iniziativa dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, con i contributi della Regione e dell’Unione Europea. Inserito nella restaurata chiesa di Sant’Anna, ex Sinagoga Grande, esso costituisce una sezione del Museo diocesano. La direzione scientifica è di Cesare Colafemmina, l’allestimento museale è di Giorgio Gramegna che con Enrico Cassanelli ha curato il restauro dell’edificio

13 Novembre 2009

di GIACOMO ANNIBALDIS 

Era un santo controcorrente il giovane Nicola il Pellegrino, divenuto patrono di Trani. Durante una delle sue incursioni mistiche per la cittadina pugliese, abbracciò un ebreo, sicché il popolo cristiano lo redarguì: «Guardate, riverisce e saluta i giudei!». Era il 1094 e Trani contava una nutrita comunità di Sion: settant’anni dopo, infatti, Beniamino di Tudela, nel suo itinerario in Puglia la definisce «città grande e bella», con ben 200 famiglie giudee, quante ne contava in quel periodo Roma. In realtà tutta la Puglia era terra dove il popolo di David aveva trovato un suo habitat favorevole: a Otranto Beniamino contava 500 famiglie, a Taranto 300. Non a caso girava il detto: «da Bari nasce la legge, la parola di Dio da Otranto». 

Trani, nella sua giudecca, vantava ben quattro sinagoghe. La più grande fu costruita nel 1247, ma divenne in seguito chiesa cristiana, dedicata a Sant’Anna. Ora un restauro, condotto da Giorgio Gramegna e da Enrico Cassanelli, ha riportato il tempio a una limpida leggibilità. Nel quale l’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie - con encomiabile apertura mentale - ha voluto instaurare un museo della cultura ebraica, che si presenta come una sezione del Museo diocesano. La direzione scientifica della rassegna è stata affidata a Cesare Colafemmina, insigne ebraista, conoscitore della storia degli ebrei specie nel Meridione d’Italia. È lui, insieme a Gramegna, a guidarci nel nuovo museo, inauguratosi alcuni giorni fa ma non ancora aperto al pubblico (lo sarà a fine mese). Il restauro ha messo in luce la precedente struttura sinagogale, con l’epigrafe augurale in ebraico, in cui viene descritto il luogo di culto sorto «nell’anno 5 mila e 7 dalla creazione» con «cupola alta e maestosa», «dinanzi a Colui che abita nei cieli di zaffiro». 

Nel Trecento la sinagoga fu però trasformata in chiesa, con l’aggiunta di un’abside e di due ali laterali: d’altronde anche l’altra sinangoga tranese, la Scola Nova ora tornata al culto ebraico, nel 1327 appare già dedicata alla Madonna Annunziata (come mostra un documento vaticano esibito in una bacheca del museo). L’intitolazione a Sant’Anna poteva essere stata indotta da una sotterranea persistenza della vecchia fede negli ebrei convertiti (i marrani), dal momento che la santa è spesso raffigurata mentre legge la Torah alla giovane figlia, la Vergine Maria. D’altronde a una sotterranea continuità del valore della Legge biblica farebbero pensare - suggerisce Colafemmina - anche i cartigli seicenteschi affrescati nel vano dell’abside con le diciture: «Venite filii, audite me» e «Timorem Domini docebo vos». 

I reperti e gli esaustivi pannelli didattici del museo raccontano la storia degli ebrei di Trani, e della Puglia intera. Tra i documenti e le pergamene che riportano testi liturgici, spicca senza dubbio una mezuzah, quel rotolino di pergamena chiuso in una cannuccia, che gli ebrei inseriscono negli stipiti delle case (ricordate la scena di Ben Hur, quando il protagonista torna alla sua casa e infila le dita nella cavità dello stipite?). Databile al XII-XIII secolo, questa mezuzah contiene una preghiera rituale; fu ritrovata nella «casa del rabbino» a Trani, demolita dopo la seconda guerra mondiale. Il reperto era finito in America e ora è stato donato in forma di prestito dal prof. Norman Jaffe. Una pagina della Bibbia in bei caratteri ebraici, con glosse dotte, ripropone i frammenti di una pergamena che fu riadoperata per rafforzare la copertina di una Bibbia cristiana nel XIII-XIV secolo: doveva appartenere a una famiglia di Trani, perché il volume era di un libraio del luogo. Da Bisceglie proviene invece una mizrah , un foglio, manoscritto con molta raffinatezza nel 1860, che funzionava da amuleto. 

Da Bari, invece, proviene una copia di formulario di fidanzamento in cui si prescrive un matrimonio «secondo il rito di Trani». Privilegi federiciani e documenti commerciali riferibili alla comunità ebrea di Trani vengono raccolti in facsimili. Nella restaurata e ripulita cripta - che dal ‘700 divenne un ossario di confraternita - hanno trovato invece sede cinque pietre tombali con iscrizioni funebri. Esclusa quella di Rabbi Adonyah morto nel 1290 - pochi anni prima che la comunità giudea fosse costretta alla conversione, nel 1294 -, le altre sepolture rimandano alla seconda metà del XV secolo. Di rilievo quella di Maestro Tanuhn, noto traduttore e trascrittore di codici, che nel 1406 aveva traslitterato in ebraico l’opera medica di Ippocrate: il rabbi era venuto a Trani e qui era deceduto nel 1450. A due giovinette morte nel 1480 e nel 1491 appartenevano i due massicci coperchi tombali (riutilizzati come stipiti in una casa agricola): la giovane Astruga (Ester) e Ricca, la «tota pulchra» (tutta bella). Sulla lapide della signora Bonafiglia si trova - eccezionalmente - la dicitura «TNSBH», abbreviazione per la formula funebre «sia la sua anima avvinta nel vincolo della vita». 

C’è nel museo di Trani quanto basta per ritessere una pagina di storia del popolo ebraico, che tanto si intrecciò e si assimilò al popolo cristiano di Puglia. Forse qualcuno potrà trovare qui le sue antiche radici: perciò i curatori - quasi per soddisfare una richiesta serpeggiante (a Trani è sorta di recente una comunità neo-ebraica) - hanno messo in mostra un elenco di tutti i nomi di ebrei tranesi riemersi dai documenti a partire dal XII secolo. Solo una innocente curiosità.

 Il Museo sarà aperto al pubblico a fine mese (per prenotazioni e informazioni: Eta.Puglia; fax 0883.021345; tf. 340.4025266).
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