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In Puglia e Basilicata

Assalto a portavalori A/4 sgominata banda  tra Lombardia e Gargano

Assalto a portavalori A/4 sgominata banda  tra Lombardia e Gargano
BERGAMO - Sono tutti in carcere i settedestinatari delle ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina all’alba dalla Squadra mobile di Bergamo tra la Lombardia e la Puglia, nell’ambito delle indagini sulla rapina al portavalori consumata il 9 giugno 2008 lungo il tratto bergamasco dell’autostrada A4 tra Brescia e Milano. I destinatari dei provvedimenti sono tutti pluripregiudicati lombardi e pugliesi di età compresa tra i 27 e i 42 anni. Cinque degli arrestati sono foggiani, residente nella zona del Gargano, con presunti legami con la banda di Libergolis (nella foto di Maizzi un momento dell'arresto)

13 Novembre 2009

BERGAMO - La Squadra mobile di Bergamo ha sgominato un’organizzazione criminale accusata di aver assaltato il 9 giugno 2008 un furgone portavalori nei pressi del casello di Seriate (Bergamo), lungo il tratto bergamasco dell’ autostrada A4 tra Brescia e Milano. Stamani sono state eseguite sette ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettante persone sospettate di aver fatto parte del commando. 

Quella sera, intorno alle 20.40, una decina di malviventi incappucciati e armati di kalashnikov bloccarono un tratto di autostrada, incendiando sei auto e sparando all’impazzata contro ignari automobilisti – tra cui una coppia di spagnoli – e contro i tre occupanti di un furgone portavalori della ditta G4 di Brescia, quindi fuggirono a piedi e in auto con un bottino di un milione e 800mila euro. 

Le indagini hanno permesso di risalire a una banda di scrupolosi professionisti, quasi tutti originari della provincia di Foggia, e alcuni dei quali residenti nelle province di Bergamo, Varese e Lodi. Il primo a finire nella lista della Squadra mobile è stato Giusppe Papaleo, 40 anni, originario di Crotone, ma residente a Predore (Bergamo) e titolare di un capannone industriale di Bolgare (Bergamo), dove sono state rinvenute - nascoste in un cunicolo – le moto troncatrici utilizzate per sventrare il furgone e impossessarsi dei valori che vi erano contenuti.
 Le indagini condotte su di lui hanno portato anche ad altre persone che dopo la rapina erano rientrate in Puglia. 

Gli inquirenti sono risaliti a loro tramite lo studio dei tabulati di numerose utenze telefoniche. Quasi tutti utilizzavano schede intestate ad altre persone e riservate ai colloqui tra di loro. Uno di questi ha però commesso un errore, inviando un sms da una di queste utenze a un altro numero, e consentendo così agli inquirenti di risalire ad altri sospettati. Le indagini tradizionali si sono concentrate invece sulla comparazione tra i bossoli trovati sul luogo della rapina e una delle armi usate il 30 giugno 2008 a Bologna nell’assalto a un altro portavalori. Uno dei fucili è stato utilizzato in entrambe le rapine e ciò fa pensare che alcuni componenti della banda siano gli stessi ad aver agito anche in occasione di altri colpi. 

E’ probabile che qualcuno di loro abbia fatto parte anche di un terzo commando che ha agito, con modalità simili, il 25 agosto 2008 a Vieste (Foggia). L'inchiesta ha ricostruito anche i preparativi del colpo compiuto nel Bergamasco, con i relativi appostamenti, pedinamenti e sopralluoghi che la banda ha effettuato nelle settimane precedenti. Gli arrestati sono accusati di rapina aggravata e continuata, tentato omicidio, danneggiamento aggravato, detenzione e porto d’armi da guerra e clandestine, violenza privata e ricettazione. Si tratta di pregiudicati con numerosi precedenti penali per reati che vanno, a vario titolo, dalla rapina all’estorsione, dal sequestro di persona alla ricettazione, all’omicidio.
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