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In Puglia e Basilicata

Bari, estetista uccisa arrestato ex fidanzato «C'ero, la picchiai»

Bari, estetista uccisa arrestato ex fidanzato «C'ero, la picchiai»
BARI - Con l'accusa di omicidio volontario, agenti della squadra mobile della questura di Bari hanno arrestato Alessandro Angelillo, 35 anni, ex fidanzato di Anna Costanzo, la truccatrice degli artisti della Fondazione Petruzzelli di Bari uccisa nella notte tra il 10 e l’11 luglio scorso nella sua casa nel rione barese san Girolamo. La dichiarazione dell'uomo, sul fatto che fosse a casa delle donna, in una intercettazione registrata da una microspia
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13 Novembre 2009

BARI – L'assassino è stato tradito da Facebook. Il social network, che – secondo l’accusa – l'uomo ha usato per depistare gli investigatori, si è rivelato un formidabile indizio a suo carico. Ora è in carcere per l'omicidio premeditato di Anna Costanzo, la truccatrice degli artisti della Fondazione Petruzzelli di Bari uccisa nella sua casa al rione san Girolamo la notte tra il 10 e l’11 luglio scorso. Ad assassinare la cinquantenne – secondo la polizia – è stato il suo ex fidanzato, Alessandro Angelillo, di 33 anni, titolare di un negozio di ferramenta. Tra i due la relazione era finita un mese prima del delitto, per volere della donna. Secondo le indagini, l’omicidio fu compiuto tra le due e le tre di notte. Angelillo voleva riallacciare la relazione con la ex, che invece non voleva più vederlo. 

«Dopo il rifiuto – ha spiegato il procuratore Antonio Laudati – Angelillo matura un desiderio di rivalsa molto forte e decide di distruggere la figura di Anna». L’assassino aspetta la vittima a casa. Poco prima dell’1,20 entra nell’appartamento utilizzando le chiavi e riempie di acqua la vasca da bagno sigillando il tappo con nastro adesivo. Quando Costanzo rincasa (alle 2,15 circa) vede l'assassino. Viene aggredita e colpita al volto con un pugno. Viene imbavagliata con nastro adesivo e trascinata in bagno dove viene soffocata per annegamento nella vasca. Subito dopo scatta il piano dell’assassino per depistare le indagini. Alessandro Angelillo Alle 2,33 sul profilo di Facebook di Costanzo viene pubblicato un messaggio nel quale – secondo la squadra mobile – Angelillo scrive che la donna aspetta a casa tre uomini conosciuti poco tempo prima. Sul letto della vittima mette tre preservativi, uno dei quali scartato ma non utilizzato, e abbassa alla donna pantaloni e slip. Poco dopo le 2,41 esce dall’appartamento portandosi dietro il notebook e il cellulare della vittima. 

Gli accertamenti della polizia postale svelano che l’uomo, dopo essere entrato in casa Costanzo, all’1.20 si connette ad Internet utilizzando l’utenza telefonica fissa. Va sul suo profilo di Facebook, poi su quello della ex. Per entrare utilizza account e password che solo lui e Costanzo conoscevano. La connessione si interrompe dopo il delitto, alle 2.41. Altri indizi arrivano dalle celle telefoniche che captano il segnale del cellulare di Angelillo: emerge che dalla mezzanotte alle 2.41 l’uomo è in un’area nella quale si trova anche l'abitazione della vittima. Mentre alle 3.10 Angelillo è sicuramente a casa sua da dove si connette a Facebook. Ha con sè il cellulare della Costanzo che alle 11 circa dell’11 luglio squilla: la cella conferma la presenza dell’apparecchio nell’area dov'è l’abitazione dell’uomo. 

Il cellulare verrà poi trovato da sub dilettanti il 17 luglio in mare, a Mola di Bari. Nessuna traccia invece del notebook della donna, ma nemmeno del cellulare e del pc portatile di Angelillo che alla polizia dirà «me li hanno rubati l’11 luglio dal negozio», circostanza questa smentita da un teste. Ma c'è di più. La mattina dopo il delitto l’uomo viene convocato in questura. In una sala d’attesa una microspia registra la conversazione tra Angelillo e una sua zia, che attendono di essere ascoltati. Dice il trentatreenne: «Sì, ero lì, le ho dato un ceffone». Durante l’interrogatorio finirà con l’ammettere di essere andato a casa della ex verso le 3.10, accecato dalla gelosia, dopo aver letto su Facebook il messaggio della donna. A quell'ora però Anna Costanzo era già morta.
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