Venerdì 19 Agosto 2022 | 10:15

In Puglia e Basilicata

Taranto, Corte dei Conti apre inchiesta sulla ex giunta Di Bello

Taranto, Corte dei Conti apre inchiesta sulla ex giunta Di Bello
di MIMMO MAZZA
TARANTO - Le gare di appalto non si facevano per consentire agli amici degli amici di continuare a lavorare, facendo peraltro pure lievitare i compensi, e i bilanci dell’ente erano tutt’altro che attendibili. Dopo la magistratura penale, anche quella contabile accende i riflettori sull’amministrazione comunale di centrodestra guidata - tra il 2000 ed il 2006 - da Rossana Di Bello. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari hanno segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti 3 ex dirigenti comunali e 8 ex amministratori, dopo aver accertato un danno erariale di oltre 22 milioni di euro.

13 Novembre 2009

di MIMMO MAZZA

TARANTO - Le gare di appalto non si facevano per consentire agli amici degli amici di continuare a lavorare, facendo peraltro pure lievitare i compensi, e i bilanci dell’ente erano tutt’altro che attendibili.

Dopo la magistratura penale, anche quella contabile accende i riflettori sull’amministrazione comunale di centrodestra guidata - tra il 2000 ed il 2006 - da Rossana Di Bello.

I finanzieri della sezione accertamento danni erariali del Nucleo di polizia tributaria di Bari hanno segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti 3 ex dirigenti comunali e 8 ex amministratori, dopo aver accertato un danno erariale di oltre 22 milioni di euro. In particolare, le indagini svolte dai militari della Guardia di Finanza sono state incentrate su alcuni rinnovi contrattuali apparentemente connotati dai caratteri di economicità e convenienza per la pubblica amministrazione ma che, in realtà, erano stati stipulati applicando al contratto in scadenza aumenti che hanno raggiunto anche picchi del 237%, con un maggior esborso per l'ente pubblico quantificato in oltre 9 milioni di euro. Le delibere prese sotto esame si riferiscono agli anni 2003, 2004, 2005.

A luglio scorso, invece, sempre i finanzieri di Bari, diretti dal tenente colonnello Paiano e dal maggiore Montagna, avevano scoperto l'esistenza di un meccanismo consolidato attraverso il quale gli amministratori comunali hanno colmato fittiziamente un deficit di cassa di poco meno di 13 milioni di euro attraverso quelli che vengono definiti «gravi artifici contabili». In questo caso sotto i riflettori sono finiti i documenti contabili riferiti al 2001 e al 2002.

Nell'ambito di un procedimento legato alla proroga dell’appalto per i servizi di pulizia degli uffici comunali, sono già stati rinviati a giudizio dieci imputati, tra i quali l'ex sindaco Rossana Di Bello e l'ex responsabile della Direzione Risorse Finanziarie del Comune Luigi Lubelli. Ma sono numerose le inchieste avviate dalla magistratura sul mancato espletamente delle gare e riguardano, tra l’altro, le pulizie mai eseguite all’ex mattatoio, la gestione degli impianti di pubblica illuminazione, la gestioen della banca dati immobiliare utilizzata per quantificare Ici e Tarsu, il servizio di pulizia, custodia e manutenzione dei gabinetti pubblici e il servizio di pulizia degli uffici comunali.

Nel processo scaturito dall'inchiesta sui bilanci consuntivi del Comune nel periodo compreso tra il 2001 e il 2005, invece, sono stati condannati ex amministratori (3 anni di reclusione alla Di Bello), ex dirigenti comunali ed ex revisori dei conti. Si tratta di procedimenti giudiziari avviati successivamente alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, risalente all'ottobre del 2006. Un deficit quantificato in 357 milioni di euro dall'allora commissario straordinario Tommaso Blonda e lievitato fino a oltre 900 milioni di euro dopo la presentazione delle istanze dei creditori all'Organismo straordinario di liquidazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725