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In Puglia e Basilicata

Inchiesta Sanità la procura s'interroga sulla fuga di notizie

Inchiesta Sanità la procura s'interroga sulla fuga di notizie
Per evitare fughe di notizie, secondo fonti giudiziarie, il pm della Dda Desiree Digeronimo, nelle scorse settimane, aveva rifiutato che la sua indagine, come tutte le altre sulla sanità pugliese, venisse coassegnata ad altri colleghi. Successivamente, d’accordo con il procuratore, Antonio Laudati, Digeronimo aveva accettato di fare coordinamento investigativo con un collega (che ha in corso altre indagini sulla sanità) ma il gruppo di lavoro si è sfaldato sul nascere perché non si è mai passati dallo scambio reciproco di idee a quello di atti, previsto dal coordinamento

12 Novembre 2009

BARI - Per evitare fughe di notizie, secondo fonti giudiziarie, il pm della Dda Desiree Digeronimo, nelle scorse settimane, aveva rifiutato che la sua indagine, come tutte le altre sulla sanità pugliese, venisse coassegnata ad altri colleghi. Successivamente, d’accordo con il procuratore, Antonio Laudati, Digeronimo aveva accettato di fare coordinamento investigativo con un collega (che ha in corso altre indagini sulla sanità) ma il gruppo di lavoro si è sfaldato sul nascere perché non si è mai passati dallo scambio reciproco di idee a quello di atti, previsto dal coordinamento.

Nonostante le precauzioni prese, l’ennesima fuga di notizie si è verificata ieri quando Libero ha rivelato che il nome di Vendola compare in un’'informativa dei carabinieri per un presunto episodio di tentata concussione compiuto – secondo i militari – per imporre, assieme ad un’altra decina di persone, la nomina dei dirigenti delle Ausl pugliesi. In realtà - confermano più fonti – quella depositata dai carabinieri non è un’informativa ma una più semplice annotazione di pg. In procura il contenuto degli atti dell’indagine del pm Digeronimo fino all’arrivo del procuratore Laudati (il 9 settembre scorso) era noto solo al procuratore uscente, Emilio Marzano, perché neppure il coordinatore della Dda, Marco Dinapoli, da alcuni giorni procuratore di Brindisi, ha mai ricevuto alcuna notizia dell’indagine in corso.

La decisione di blindare l’inchiesta sarebbe stata adottata per evitare fughe di notizie che fino ad oggi hanno caratterizzato le inchieste come quella sulla sanità e sulle escort in corso a Bari.
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