Giovedì 11 Agosto 2022 | 09:59

In Puglia e Basilicata

Vendola: fallito tentativo trascinarmi in «gorgo di fango»

Vendola: fallito tentativo trascinarmi in «gorgo di fango»
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, rispondendo alle domande dei giornalisti, a proposito delle notizie riportate ieri e oggi dal quotidiano "Libero" su una informativa dei carabinieri alla procura di Bari nella quale si farebbe il nome del governatore pugliese, spiega che malgrado «l'impegno nazionale» per tentare di trascinarlo «in qualche gorgo di fango», non c'è niente di niente a suo carico e che, anzi, lui esce da tutto questo «rafforzato»

12 Novembre 2009

BARI - «La montagna ha partorito il topolino» e «io esco da tutto questo rafforzato». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine di un incontro che si è tenuto negli uffici della presidenza, a proposito delle notizie riportate ieri e oggi dal quotidiano "Libero" su una informativa dei carabinieri alla procura di Bari nella quale si farebbe il nome del governatore pugliese nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sulla gestione della sanità in Puglia. 

Sulla vicenda è intervenuto ieri il procuratore Antonio Laudati il quale ha precisato che «Vendola non è indagato» e che «a suo carico non c'è alcun procedimento penale». 

«Tutti voi che avete assediato il palazzo della Regione e il palazzo di giustizia – ha detto Vendola rivolgendosi ai giornalisti – potete valutare con serenità il seguente fatto, che la montagna, cioè l’impegno nazionale per tentare di prendermi alle calcagna e di trascinarmi in qualche gorgo di fango, ha prodotto un topolino». 

«E' il topolino – ha detto Vendola – di una piccola, volgare diffamazione organizzata in un poligono di tiro che si chiama "Libero" da gente che è addestrata istituzionalmente a fare questo». «Quindi – ha continuato Vendola – io ne esco rafforzato e con una serenità d’animo totale. Non sono servo di Angelucci, io non lo sono stato in passato, non lo sarò oggi, non lo sarò domani, altri, naturalmente, non sono servi di Angelucci, diciamo che sono al servizio dell’imprenditore che è al centro di tutte le indagini sulla malasanità. Mi dispiace per loro, – ha concluso ironicamente – hanno tutta la mia solidarietà».
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