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Barletta, nipoti terribili raggirano zia promettono aiuto e l'abbandonano

Barletta, nipoti terribili raggirano zia promettono aiuto e l'abbandonano
di GIANPAOLO BALSAMO 
Volevano mettere le mani sul tesoro della cara zia Dina, impossessarsi in qualche modo del suo denaro. Ma il loro progetto (farsi intestare un appartamento acquistato proprio con i soldi dell'anziana parente ed affittarlo ad altri), è miseramente naufragato. E così la nipote ed il marito (nipote acquisito della zia raggirata) sono stati smascherati e denunciati. Proprio grazie alla denuncia coraggiosa 82enne barlettana Leonarda Palmieri, che essendo rimasta sola ed abbandonata da tutti oltre che senza più un euro, ha denunciato la sua «odissea» alla Guardia di finanza

12 Novembre 2009

BARLETTA - Volevano mettere le mani sul tesoro della cara zia Dina, impossessarsi in qualche modo del denaro della canuta signora. Ma il loro progetto (farsi intestare un appartamento acquistato proprio con i soldi dell’anziana parente ed affittarlo ad altri), è miseramente naufragato. E così la nipote ed il marito (nipote acquisito della zia raggirata) sono stati smascherati e denunciati. Proprio grazie alla denuncia coraggiosa dell’anziana donna, la 82enne barlettana Leonarda Palmieri, che essendo rimasta sola ed abbandonata da tutti oltre che senza più un euro, ha denunciato la sua «odissea» alla Guardia di finanza. 

Gli stessi finanzieri, ai comandi del capitano Giulio Leo che ha confortato e rassicurato la «nonnina» guadagnando la sua fiducia, hanno così alzato il sipario sull’intera vicenda, smascherando i due «diabolici nipoti» (A.G. di 43 anni e suo marito A.M.D. di 45 anni), denunciati per il momento per circonvenzione di incapace in concorso. E sì, zia Dina, anziana e con la salute notevolmente compromessa, aveva subito già da qualche anno le lusinghe della nipote e di suo marito, nel momento in cui la coppia le aveva prospettato di aiutarla ed assisterla nonchè di confortarla nei suoi ultimi anni di vita andando a vivere insieme in una casa più confortevole e spaziosa per tutti. 

Tutto, però, per la sventurata «nonnina» si è rivelato solo un’illusione. Una maledetta trappola costruita a dovere dai suoi stessi familiari, sangue del suo sangue. I «furbetti dell’appartamentino» come li definisce il gip Francesco Zecchillo dopo aver visionato le carte dell’inchiesta, non solo non hanno minimamente mantenuto quella promessa che per la povera zia rappresentava probabilmente l’unica ed ultima ragione di vita ma, alla fine, l’hanno anche abbandonata al suo sconfortante destinino. Non prima , però, di averla alleggerita di oltre 300mila euro ovvero i risparmi di un’intera vita di sacrifici. 

«Avevano detto che mi accudivano - racconta la nonnina con una dsarmante sincerità - ma una volta preso l’appartamento non li ho visti più». «L'ho pagato 700 milioni (di vecchie lire, ndr) - aggiunge - quell'appartamento, più alcune migliaia di euro per delle modifiche al costruttore. Ora vivo da sola a casa mia. E gli altri miei nipoti si sono arrabbiati perchè a loro non avevo dato nulla, solo a quella nipote che prima, a differenza di loro, mi aveva accudito». 

Come darle torto? Tutto ha inizio nel gennaio del 2004 quando dal conto corrente bancario intestato alla 82enne Leonarda Palmieri veniva prelevata la somma di quasi 337mila euro. Qualche mese dopo la canuta signora sottoscriveva un preliminare di compravendita di un appartamento di circa 150 metri quadrati e di un box (di 40 mq) in via Dicuonzo 123 nel periferico quartiere Sette Frati di Barletta. Un immobile che, all’epoca dei fatti era ancora in costruzione e che sarebbe stato pagato parte con assegni circolari e parte in denaro contante. Comunque utilizzando tutti i risparmi di un’intera vita della «cara zia Dina». 

A marzo 2008, infine, l’anziana, assistitita dall’avv. Michele Cinaci il suo legale di fiducia, ha denunciato i suoi nipoti dopo che a lungo aveva tentato invano di mettersi in contatto con la figlia di sua sorella. E così, dopo un anno di indagini da parte della Fiamme gialle della Compagnia di Barletta, la vicenda è stata definita in tutti i suoi contorni dagli investigatori che, come detto, hanno denunciato i due nipoti diabolici ed eseguito il sequestro preventivo richiesto dal pm inquirente Bruna Manganelli e disposto dal gip Zecchillo. 

È stato un perito medico (il medico legale Andrea Sinigaglia di Bisceglie) ad accertare che l’anziana donna sarebbe stata raggirata dalla coppia. Le sue condizioni di salute e gli interventi a cui era stata sottoposta, secondo il camice bianco, hanno provato che all’epoca dei fatti e nel preciso momento in cui fu posto in essere l’atto di compravendita a lei «sfavorevole» era in stato di inferiorità psico-fisica tale da richiamare una condizione di «deficienza psichica».
di GIANPAOLO BALSAMO 
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