Domenica 14 Agosto 2022 | 18:22

In Puglia e Basilicata

Caro estinto e... incenerito boom di cremazioni in Puglia

Caro estinto e... incenerito boom di cremazioni in Puglia
di GIANPAOLO BALSAMO 
Dall’entrata in vigore della legge regionale «Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri», in Puglia sono già stati una decina i casi di affidamento ai familiari dell’urna cineraria del defunto. Una delle primissime richieste è giunta proprio dalla provincia di Bari. Una donna di Corato, dopo aver fatto cremare il corpo del congiunto a Modena, ha chiesto ed ottenuto la conservazione delle ceneri del proprio marito presso la propria abitazione

11 Novembre 2009

BARLETTA - La cremazione? Per il 2009 in Puglia si prevede il grande boom. Dati alla mano, infatti, nel 2008 le cremazioni nel «tacco» dello Stivale sono state circa 300. Ma per il 2009 il numero di chi decide di ridurre in cenere il corpo del proprio defunto è destinato a lievitare ulteriormente. Vuoi perchè si tratta di una procedura rapida, sicura e sempre più richiesta, vuoi perchè la normativa della Regione Puglia permette ora espressamente alle famiglie di tenere con sé le urne cinerarie e di disperderne il contenuto, fuori dai centri abitati. 

Con la legge regionale n.34/2008 («Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri»), infatti, il Consiglio regionale della Puglia lo scorso 15 dicembre ha approvato 19 articoli che regolano i servizi e le funzioni in ambito necroscopico, «garantendo il rispetto della dignità e dei diritti dei cittadini». 

L’iniziativa legislativa, che si ispira a quella della Regione Emilia Romagna, oltre a distinguere le funzioni della Regione (indirizzo, coordinamento e alta vigilanza), delle Province (valutazione del fabbisogno di crematori nel proprio territorio) e dei Comuni, cui spettano le autorizzazioni all’esercizio dell’attività funebre, la realizzazione di cimiteri e crematori e la costruzione di strutture di commiato per i parenti, regola espressamente la cremazione e la conservazione delle urne cinerarie. Tra le novità, come detto, è prevista per le ceneri anche l’affidamento «dell’urna sigillata ai familiari» e la loro dispersione, «vietata nei centri abitati ma consentita nei mari, nei laghi e nei fiumi, nei tratti liberi». 

«Dall’entrata in vigore della legge regionale, in Puglia sono già stati una decina i casi di affidamento ai familiari dell’urna cineraria del defunto. Una delle primissime richieste è giunta proprio dalla provincia di Bari. Una donna di Corato, dopo aver fatto cremare il corpo del congiunto a Modena, ha chiesto ed ottenuto la conservazione delle ceneri del proprio marito presso la propria abitazione». 

A parlare è Franco Lotito, consigliere dell’Apif, l’Associazione pugliese Imprese funebri regolarmente riconosciuta dalla Federazione italiana onoranze funebri. Certo, se è vero che il numero delle cremazioni è in crescita in Puglia, è altrettanto vero che gli affidamenti delle urne cinerarie alle famiglie sono ancora pochi. Perchè? «La normativa - spiega Franco Lotito - è ancora poco nota ma, soprattutto i familiari sono condizionati da evidenti risvolti psicologici. La difficoltà di superare il lutto e il problema di quale fine faranno le ceneri quando verrà a mancare la persona che le conserva inducono ancora i pugliesi a preferire il tradizionale loculo nel cimitero o la fossa sotto terra».
di GIANPAOLO BALSAMO
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