Martedì 16 Agosto 2022 | 12:20

In Puglia e Basilicata

Cc: presi 5 baresi "ingordi" di rapine anche otto a sera

Cc: presi 5 baresi "ingordi" di rapine anche otto a sera
Cinque presunti componenti di una banda accusata di essere dedita ai furti in serie – fino a otto in una sola serata – in appartamenti in Puglia sono stati arrestati nella notte dai carabinieri (quattro sono in carcere e uno ai domiciliari). Si tratta di tre pregiudicati, di cui un sorvegliato speciale, e di due fratelli baresi incensurati, tutti residenti al quartiere San Paolo. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di furti in abitazione e di concorso continuato in ricettazione

11 Novembre 2009

BARI - Cinque presunti componenti di una banda accusata di essere dedita ai furti in serie – fino a otto in una sola serata – in appartamenti in Puglia sono stati arrestati nella notte dai carabinieri. Si tratta di tre pregiudicati, di cui un sorvegliato speciale, e di due fratelli baresi incensurati, tutti residenti al quartiere San Paolo. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di furti in abitazione e di concorso continuato in ricettazione. 

Gli investigatori attribuiscono al gruppo 15 furti e diversi tentativi di furto. I colpi sono stati realizzati: tre in provincia di Bari, uno nel Brindisino, dieci nel Tarantino, otto dei quali nella stessa serata e uno nel Foggiano. Furti compiuti tutti con le stesse modalità. 

A tradire i cinque uomini è stata l’inflessione dialettale barese, riconosciuta dalla vittima della rapina dell’auto, ma anche da alcuni padroni di casa, ancora ignari del furto subito, che hanno incontrato i ladri nel portone o sulle rampe delle scale mentre si allontanavano dalle abitazioni. E sono state sempre le vittime dei furti a riferire ai carabinieri della presenza dell’Audi S4 usata dai malfattori vicino alle proprie case e dettagli sul loro abbigliamento come, per esempio, il costante impiego di abiti scuri e oltre che di passamontagna. 

I militari hanno poi accertato che il gruppo ricorreva all’impiego di auto-staffetta veloci, tre Alfa 147, e ad arnesi da scasso anche sofisticati come flex di nuova generazione, trasmittenti, scanner e torce elettriche. Per quattro dei cinque presunti responsabili dei furti il gip ha disposto il carcere, per uno l’arresto ai domiciliari. L'indagine è stata condotta dai carabinieri in modo tradizionale, avviata e conclusa in soli otto mesi di lavoro costante, coordinata da sostituto procuratore Francesco Bretone. 

Questi i nomi degli arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione: Francesco e Nico Armenise, di 33 e 30 anni; Giovanni Cassandra, di 30 anni; Marsiglio Magrone, di 29, e Nicola Piperis di 19 anni. Quest’ultimo era già agli arresti domiciliari. Una misura cautelare che gli è stata confermata dal gip. I fratelli Armenise non hanno alcun precedente penale.
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