Martedì 16 Agosto 2022 | 14:21

In Puglia e Basilicata

L'assessore Amati: aiuto, mi hanno chiuso Facebook

L'assessore Amati: aiuto, mi hanno chiuso Facebook
Dopo aver scoperto l'oscuramento del suo profilo di Facebook, l'assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, dopo aver ripetutamente segnalato invano l'accaduto ai responsabili del popolare social network, ha scritto una lettera al Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni, al vice Ministro allo Sviluppo Economico on. Paolo Romani, all'Ambasciatore degli stati uniti d'America in Italia dott. Davidi H. Thorne e al Console Generale degli stati Uniti d'America a Napoli dott. J. Patrick Truhn

10 Novembre 2009

BARI - Senza comunicazione nè motivazione, da qualche giorno gli è stato disabilitato l'account di facebook: per questa ragione l’assessore alle Opere Pubbliche della Regione Puglia, Fabiano Amati, ha scritto una lettera al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e al viceministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, all’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, David H.Thorne e al Console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, J.Oatrick Truhn. 

“Sin da quando decisi di attivare il profilo – spiega Amati - ho usato il social network solo per offrire comunicazioni sulla mia attività istituzionale e politica”, mai “violando le norme che regolano l’adesione”. Amati spiega di aver provato inutilmente a chiedere spiegazioni su quanto avvenuto, ma senza avere risposta. 

“Oggi – afferma – mi ritrovo a subire una sanzione senza conoscere la motivazione per cui mi è stata irrogata, anche in violazione del tardo seicentesco diritto dell’habeas corpus”. “Ciò che ho fatto e che vorrei continuare a fare – aggiunge - attiene alla libertà di manifestare regolarmente il mio punto di vista politico e comunicare la mia attività istituzionale, senza mai diffamare nessuno, affinchè i miei 'amicì possano giudicare con maggiore consapevolezza la mia condotta”. 

I destinatari della lettera sono i ministri italiani per segnalare la  grave violazione della libertà d'espressione ed i rappresentanti  diplomatici degli Stati Uniti in Italia perché il social network è  assoggettato alla legge statunitense.
Amati chiede a ministri, ambasciatore e console, un intervento che risolvendo il suo problema “contribuisca a porre punti fermi nella complicata regolamentazione sovranazionale delle comunicazioni, frontiera moderna delle libertà”.
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