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In Puglia e Basilicata

Altamura: stop visite mediche, l'Inps  trasferisce tutto a Bari

Altamura: stop visite mediche, l'Inps  trasferisce tutto a Bari
di PASQUALE DIBENEDETTO
Cresce lo scontento nella Murgia per la decisione dell’Inps di accentrare tutte le visite mediche di prima istanza, revisioni, conferme e per assegni familiari su stipendio e pensione, nel Centro medico legale della sede provinciale di Bari. Finora venivano effettuate anche nelle sei sedi periferiche dotate di ambulatori sanitari. Il provvedimento è già operativo per le nuove istanze. Per le pratiche in itinere si continua a esaurimento a utilizzare le sedi periferiche. Il trasferimento definitivo scatterà dal 1° gennaio 2010

10 Novembre 2009

di PASQUALE DIBENEDETTO 

ALTAMURA - Cresce lo scontento nella Murgia per la decisione dell’Inps di accentrare tutte le visite mediche di prima istanza, revisioni, conferme e per assegni familiari su stipendio e pensione, nel Centro medico legale della sede provinciale di Bari. Finora venivano effettuate anche nelle sei sedi periferiche dotate di ambulatori sanitari. Il provvedimento è già operativo per le nuove istanze. Per le pratiche in itinere si continua a esaurimento a utilizzare le sedi periferiche. Il trasferimento definitivo scatterà dal 1° gennaio 2010. La conseguenza è che invalidi civili, a cominciare da malati gravi, ciechi e persino anziani ammalati di Alzheimer, sono costretti a recarsi nel capoluogo, anche da 80 chilometri di distanza, con grandi disagi e spese per le famiglie, costrette talvolta a noleggiare i mezzi di trasporto o, in casi estremi, le ambulanze e con un ulteriore intasamento della sede dell’Inps al Lungomare di Bari. Anche se si tratta di una decisione presa a livello nazionale e regionale, la nuova situazione fa a pugni con il principio del decentramento, penalizzando le sedi periferiche (quella di Altamura serve anche Gravina e Poggiorsini). 

Il provvedimento, secondo quanto è scritto in un ordine di servizio stilato dal direttore provinciale dell’Inps di Bari, Giovanni Di Monde, è reso necessario dal «mutato quadro normativo, volto soprattutto a ridurre il fenomeno del contenzioso in danno dell'Istituto ». Si impone così, è scritto in una nota, «una revisione organizzativa che garantisca rapidità e trasparenza nell'iter procedurale sia per quanto riguarda gli aspetti più strettamente amministrativi che per quelli medico- legali», in questo nuovo scenario nel quale «i medici e collaboratori sanitari rivestono un ruolo determinante». 

Nell’ordine di servizio si sottolinea che la decisione è stata presa dopo aver ascoltato le organizzazioni sindacali e le Rsu e di concerto con il Comitato provinciale dell’Inps. Le certificazioni di malattie contenute nelle istanze dovranno essere d’ora in poi trasmesse al Centro medico legale entro il giorno successivo alla presentazione. Il personale infermieristico sarà concentrato presso il Cml della sede provinciale con l'assegnazione per due giorni settimanali dello stesso alle agenzie territoriali, attraverso criteri di rotazione. Sui disagi per gli utenti, il consigliere del Partito Democratico di Altamura, Michele Cornacchia ha presentato un’inter rogazione discussa in consiglio comunale nei giorni scorsi e ha reso nota una lettera aperta scritta dal dirigente del Pd, Michele Micunco al quale è stata sollecitata da decine di cittadini e dal Tribunale della Salute. 

«Questi accentramenti del servizio pubblico – è scritto – sono ingiustificati anche dal punto di vista dei risparmi di amministrazione dato che i servizi venivano garantiti con un solo spostamento alla settimana di un medico legale dell’Istituto. Ora avremo carovane di lavoratori, pensionati, ipovedenti in cammino verso il capoluogo, con relativi accompagnatori, in treni e autobus sovraffollati, molto spesso obbligati all’uso di ausili per la deambulazione e la respirazione. Un autentico caos. Questi disagi non sono stati considerati dall’Inps come un elemento prioritario di valutazione nella sua riorganizzazione e sono stati scaricati sull’utenza senza lo straccio di una motivazione, nella sorprendente indifferenza di associazioni, di molti partiti del territorio, di patronati, sindacati, sindaci e autorità politiche. Tutto ciò teso ad assecondare la tesi squallida e qualunquista di tanti, governanti e non, alla ricerca di facili luoghi comuni su un paese che va a rotoli solo perché tra gli invalidi c’è anche qualcuno che fa il furbo». Sulla vicenda la sede Inps regionale, sentita dalla Gazzetta, si è riservata una eventuale replica per i prossimi giorni.
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