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In Puglia e Basilicata

Non c'è solo Cucchi: riesumata salma detenuto di Taranto

Non c'è solo Cucchi: riesumata salma detenuto di Taranto
di GIACOMO RIZZO 
Tra i casi di morte dietro le sbarre che meritano un approfondimento, non c'è soltanto il caso di Stefano Cucchi (il giovane deceduto nel reparto detenuti dell'ospedale Sandro Pertini di Roma 6 giorni dopo l'arresto). A Taranto, infatti, è stata riesumata la salma di Michele Montervino, di 39 anni, il detenuto morto il 7 settembre del 2008 poco dopo essere stato ricoverato all'ospedale Santissima Annunziata. Montervino soffriva di tubercolosi e aveva chiesto più volte il permesso di curarsi fuori dal carcere. Non gliel'hanno concesso. Ora si attendono i risultati dell'autopsia

10 Novembre 2009

TARANTO - E’ stata riesumata la salma di Michele Montervino, di 39 anni, il detenuto morto il 7 settembre del 2008 poco dopo essere stato ricoverato all’ospedale «Santissima Annunziata». L’autopsia è stata compiuta dal medico legale Massimo Sarcinella su disposizione del pubblico ministero Filomena Di Tursi. I familiari del detenuto avevano presentato una denuncia, tramite l’avv. Giancarlo Catapano. Ora si attende l’esito degli esami tossicologici per verificare eventuali contraddizioni con quanto riportato nelle cartelle cliniche. 

Michele Montervino era affetto da tubercolosi sin dal 1995 e in più occasioni aveva chiesto di essere scarcerato per curarsi in una struttura sanitaria. L’ultima istanza era stata presentata il 27 agosto dello scorso anno. La Corte d’Appello aveva risposto dopo una settimana (il 2 settembre), sottolineando che erano necessari altri accertamenti clinici da eseguire in carcere. Nei giorni successivi, Montervino era stato colto da malore in due circostanze mentre si trovava all’interno della sua cella. In entrambi casi, a quanto si è saputo, i sanitari del 118 non avevano ritenuto necessario il suo ricovero in ospedale. 

Il 7 settembre, il detenuto aveva avvertito dolori lancinanti al fegato e allo stomaco ed era stato trasportato d’urgenza al «Santissima Annunziata», dove morì poco dopo. L’uomo era stato ricoverato nel febbraio del 2006 all’ospedale Moscati e nel maggio del 2007 all’ospedale di Altamura. Il detenuto era stato condannato a cinque anni e mezzo di carcere, ma aveva presentato appello contro la sentenza di primo grado.
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