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Taranto, rischio Cig per 6mila addetti Ilva

Taranto, rischio Cig per 6mila addetti Ilva
TARANTO - Si profila un periodo di cassaintegrazione straordinaria all’Ilva di Taranto che potrebbe riguardare 5.500-6.000 dipendenti: lo rende noto il sindacato che domani avrà un incontro con il Gruppo Riva, nel quale si discuterà tra l’altro dell’avvio della Cigs presumibilmente a partire dal 7 dicembre prossimo. Il giorno prima scadrà invece l'anno di cassa integrazione che sta interessando 1.500 lavoratori.
• Fiom-Cgil: in un anno, la perdita salariale per i metalmeccanici in Cig è da calcolarsi tra 1,8 e 2 miliardi di euro

09 Novembre 2009

TARANTO - Si profila un periodo di cassaintegrazione straordinaria all’Ilva di Taranto che potrebbe riguardare 5.500-6.000 dipendenti: lo rende noto il sindacato che domani avrà un incontro con il Gruppo Riva, nel quale si discuterà tra l’altro dell’avvio della Cigs presumibilmente a partire dal 7 dicembre prossimo. Il giorno prima scadrà invece l'anno di cassa integrazione che sta interessando 1.500 lavoratori. 

La procedura prevede l’esame congiunto della situazione occupazionale con i sindacati di categoria, le Rsu e i consigli di fabbrica. “Sta per scadere il periodo di cassa integrazione ordinaria – dice all’ANSA il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella – e l’azienda ci presenterà i possibili scenari dei prossimi dodici mesi, oltre a parlarci di assetti impiantistici e della produzione. Inizialmente non dovrebbe cambiare nulla. Resteranno in cassa integrazione circa 1.500 lavoratori, ma l’Ilva ha necessità di ipotizzare assetti complicati legati all’andamento del mercato e inserirà un numero superiore di cassintegrati”. 

La cifra che circola in ambienti sindacali è di poco inferiore alle 6.000 unità, circa la metà dell’intera forza lavoro nello stabilimento tarantino. Palombella fa presente che dopo un lieve miglioramento, "Il mercato dell’acciaio ha registrato una nuova flessione. Bisognerà vedere – precisa il segretario della Uilm – che cosa succederà ai tubifici in un periodo in cui mancano le commesse, se avvieranno l’altoforno 4 o ripristineranno l'altoforno 1. Comunque non ci sono esuberi strutturali ed è sbagliato creare allarmismi”.
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