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Truffa nella sanità sedie a rotelle usate pagate come nuove

Truffa nella sanità sedie a rotelle usate pagate come nuove
TARANTO - Sarà interrogata la prossima settimana l’imprenditrice interdetta dal gip Disabato nell’ambito di una ennesima inchiesta su una presunta truffa commessa ai danni della Asl. Protesi - dalle carrozzine ai cateteri - sarebbero state riciclate e fatturate come nuove all’azienda sanitaria. Ora i carabinieri del Nas sono sulle tracce dei presunti complici dell’azienda finita sotto i riflettori della magistratura.

08 Novembre 2009

di MIMMO MAZZA

TARANTO - Non c’è ancora una sentenza e dunque non si possono tirare conclusioni affrettate, ma la nuova - presunta - truffa scoperta ai danni dell’Asl di Taranto dai carabinieri del Nas ha contorni parecchio sconcertanti.

Giovedì scorso, come riferito dalla Gazzetta, all’imprenditrice tarantina Anna De Iacovo, 36 anni, titolare dell’azienda che porta il suo nome, è stata notificata una ordinanza emessa dal gip Giuseppe Disabato con la quale viene temporaneamente interdetta dall’attività imprenditoriale. Il sostituto procuratore Maurizio Carbone, titolare dell’inchiesta, aveva sollecitato nei confronti della donna l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, sottolineando la necessità di acquisire le varie fonti di prova, ricostruire la rete di complicità delle quali che la De Iacovo si sarebbe servita per porre in essere la presunta truffa ed evitare la reiterazione del reato. Il dottor Disabato ha invece optato per la sospensione temporanea, ritenendo tale misura sufficiente per evitare il pericolo di reiterazione dei reati.

Ma di cosa risponde l’imprenditrice, difesa dall’avv. Raffaele Errico?

Secondo l’accusa, la De Iacovo, in concorso con altre persone, alcune delle quali già identificate (suo marito e suo suocero), altre ancora da identificare (dipendenti Asl), avrebbe consegnato a pazienti che ne avevano diritto dispositivi protesici come carrozzine, materassi e letti ortopedici già utilizzati, attestando falsamente che fossero nuovi e inducendo così in errore la Asl che pagava tali dispositivi più volte alla stessa ditta. Analoga truffa sarebbe stata commessa per quel che riguarda la fornitura di cateteri che sarebbero stati dati ai pazienti di qualità inferiori a quanto prescritto, e poi addirittura riciclati, con la fatturazione alla Asl di un prezzo (15,49 euro) di molto superiore - secondo l’accusa - a quello reale (1,24 o 7,75 euro, a seconda dei casi).

L’inchiesta sulle forniture di protesi al distretto sanitario n.3 dell’Asl aveva già portato nei mesi scorsi all’arresto di due imprenditori. Questa indagine, che riguarda sia il distretto 4 che quello 4, abbraccia un periodo compreso tra il 2007 ed il 2008. I carabinieri del Nas hanno ricostruito tutto l’iter seguito dai cittadini per ottenere dall’Asl la protesi - dalla carrozzina al catetere - prescritta dal medico, scoprendo così che l’ufficio protesti nel corso degli anni da un lato avrebbe omesso, al momento della restitutzione degli ausili protesici già utilizzati dai pazienti, di trascrivere sul cartellino individuale dell’assegnatario i dati matricolari del dispositivo stesso, dall’altra non ha mai registrato la movimentazione dei dispositivi usati in giacenza presso inpropri depositi. L’assenza di schedatura secondo gli inquirenti ha consentito alla ditta di poter disporre liberamente delle protesi usate che sarebbero state così assegnate più volte ma fatte risultare in ogni occasione come nuove e come tali, naturalmente, fatturate alla Asl alla quale sarebbe stato procurato un danno economico che viene definito di grande entità, anche se non ancora compiutamente quantificato.

«È evidente - si legge nell’ordinanza - che la De Iacovo abbia necessariamente beneficiato all’interno dell’Ufficio protesi della collaborazione di pubblici dipendenti che hanno certamente avallato la disinvolta gestiojne di assegnazione dei dispositivi protesici». Un aspetto che con ogni probabilità sarà al centro dell’interrogatorio che nei prossimi giorni l’imprenditrice terrà dinanzi al gip Disabato.

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