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In Puglia e Basilicata

Foggia, presi i 3 «uomini  d'oro» della rapina al caveau

Foggia, presi i 3 «uomini  d'oro» della rapina al caveau
I soldi non sono stati trovati; resta ancora ignoto l’autore materiale del furto ripreso per due ore dalle telecamere della «NP service», ma il primo atto di un’indagine sull’asse Foggia- Genova-Fermo ha portato ieri all’arresto di tre persone. Olinto Bonalumi, 50 anni foggiano, ritenuto l’organizzatore del colpo; Luigi Francesco Orlando, 41 anni, bloccato a Fermo dove gestisce un autosalone, incaricato di acquistare in Germania il materiale elettronico per il furto; Devis Tardini, trentenne di Pesaro, residente a Rimini tecnico di una ditta di investigazioni 
• LE INTERCETTAZIONI: «Ecco la lista degli attrezzi». Poi al complice detta il codice
• Chi è il «genio» foggiano accusato delle rapine

07 Novembre 2009

è James Bond. E’ Olinto Bonalumi, il «genio» foggiano spesso sospettato, qualche volta incriminato e sempre assolto per colpi milionari. E’ proprio Bonalumi - dicono le squadre mobile di Foggia e Genova, i carabinieri del reparto operativo foggiano e la Procura dauna - la mente del furto da 5 milioni e 350mila euro, rubati la notte sul primo maggio scorso da una cassaforte del caveau dell’istituto scorta valori «NP service» al Villaggio Artigiani, denaro da consegnare alle Poste per pagare le pensioni. Elusi grazie a sofisticati congegni, e complicità ancora da individuare, i sistemi d’allar me. 

TRE ARRESTI - I soldi non sono stati trovati; resta ancora ignoto l’autore materiale del furto ripreso per due ore dalle telecamere della «NP service», ma il primo atto di un’indagine sull’asse Foggia- Genova-Fermo ha portato ieri all’arresto di tre persone. Olinto Bonalumi, 50 anni foggiano, rintracciato a Fermo, ritenuto l’organizzatore del colpo; Luigi Francesco Orlando, 41 anni, originario di Desio, bloccato a Fermo dove gestisce un autosalone, incaricato di acquistare in Germania il materiale elettronico per il furto; Devis Tardini, trentenne di Pesaro, residente a Rimini, tecnico di una ditta di investigazioni del centro romagnolo, l’uomo che avrebbe clonato il badge (la chiave elettronica) che dava l’accesso alla «NP Service». La parte peggiore, processualmente, per Bonalumi è l’intercettazione telefonica del 4 marzo 2009 quando detta a Tardini il codice con dieci cifre del badge da clonare per poter entrare nella «NP service». 

Rapina da 5 milioni a Foggia: le immagini dei ladri nel caveauPARE UN FILM - Le 58 pagine dell’ordinanza firmata dal gip foggiano Carlo Protano, su richiesta dei pm Enri - co Infante e Domenico Minardi, sembrano la sceneggiatura di un film sul colpo del secolo. Per dirla banalmente il team di ladri ha clonato il badge (in uso alla cooperativa «133» che si occupa della vigilanza della sede della «NP service») necessario per entrare nel deposito; utilizzato un «jammer» per disturbare il sistema elettronico di sorveglianza e impedire che scattasse l’allarme; manomesse sia la centralina Telecom del Villaggio Artigiani perchè non scattasse l’allarme sia una cassaforte a tempo collegata ad un sistema d’allarme gsm. Per far tutto ciò erano necessarie complicità e talpe, informazioni tecnologiche. 

INDAGINI PARALLELE - Questa inchiesta non avrebbe mai portato all’arresto dei tre indagati - ha giustamente osservato in conferenza stampa il pm Infante - se passasse la nuova legge sulle intercettazioni, che vieta d’utilizzare le prove emerse da intercettazioni disposte per altre indagini. La Procura di Genova, indagando su una banda specializzata in furti e rapine a rappresentanti di preziosi, ha finito per intercettare il telefonino di una romena, in realtà usato da Bonalumi. Nello stesso periodo la Procura di Fermo indagando su un giro di spaccio di droga, intercettava Orlando captando così i suoi colloqui con Bonalumi. 

SPESA IN GERMANIA - I primi contatti tra Bonalumi e Orlando, in qualche occasione controllati insieme a Fermo, risalgono a fine 2008 quando Orlando su ordine di Bonalumi - dice l’accusa - va in Germania a reperire «lo strumentario tecnico indispensabile per il superamento di ostacoli elettronici tipici dei caveau e delle sedi di istituti di vigilanza », scrive il gip. Di cosa si tratta? Un congegno per duplicare chiavi; ganci Hobbs, utensili di precisione per aprire senza danni casseforti; i libri «I segreti del fabbro» e «Chiavi e serrature», illuminanti per aprire velocemente porte e che svelano i segreti degli installatori di sistemi di sicurezza; un cd riservato («electronic infobase governament) con consigli su tecniche di apertura di cilindri, serrature e casseforti. 

IL BADGE - I contatti telefonici tra Bonalumi (si faceva chiamare Marco e usava 4 telefonini ritenuti sicuri) e Tardini riguardano invece la clonazione del badge, necessario per entrare nella «NP service». Chi intercettava i tre indagati prima del furto si è reso conto di quello che si stava progettando, ma non una volta si fece riferimento all’obiettivo: impossibile quindi prevenire il colpo, ma una volta avvenuto il furto, si è tirato il filo di quelle conversazioni che ora riportano in carcere Bonalumi e la sua mente geniale.
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